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Palamara al Rotary:
“Separazione carriere?
Vincoli esistono già”

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Nella foto, gli illustri ospiti della conviviale rotariana di lunedì a Casalmaggiore

Il Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta ha inaugurato l’annata 2013/14  lunedì sera al ristorante Bifi di Casalmaggiore ospitando un relatore di prestigio quale il sostituto Procuratore di Roma, Luca Palamara. Una partenza col botto che lascia intuire sin dall’inizio i progetti e le iniziative nell’agenda del nuovo presidente Mario Fazzi.

La conviviale ha avuto un’affluenza massiccia con la presenza di molti importanti personaggi istituzionali, primi fra tutti il sindaco di Viadana Giorgio Penazzi e il suo collega di Casalmaggiore Claudio Silla. Ed è stato proprio da Silla che  è arrivata la domanda più pertinente della serata: il primo cittadino casalese ha chiesto all’ospite, fino a poco tempo fa il più giovane presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, se non fosse deleterio avere delle correnti al proprio interno. ll relatore ha risposto facendo la genesi del movimento spiegando che l’Associazione, ora con 9mila iscritti, era nata nel 1909 e riformata poi nel 1946 con all’interno appartenenti di fede fascista e non. Poi le divergenze continuarono sui pareri discordanti in merito all’applicazione della Costituzione.

“Noi non copiamo i politici e questo metodo non ci appartiene – ha sottilineato Palamara -. Le nostre divisioni dipendono solo da un approccio differente di affrontare questioni relative agli aspetti sindacali, così come quelli inerenti il problema dell’immigrazione. Tutto ciò per raccogliere al nostro interno utili proposte e proficui suggerimenti”.

La relazione del sostituto Procuratore era partita da un esame della situazione in Italia addossando la colpa della elefantiaca lentezza del sistema giudiziario al lungo dibattito imperniato sulle simpatie e antipatie politiche che hanno creato un approccio non sereno su una questione così importante e attesa come com’è la riforma della Giustizia. Pur ammettendo che l’accorpamento di molti tribunali, così come quella dei Giudici di Pace, non avranno all’inizio una facile accoglienza da parte dell’opinione pubblica, tuttavia, secondo Luca Palamara l’organizzazione giudiziaria era ormai vetusta per non richiedere i necessari ammodernamenti.

Così come ha risposto sulla questione delle responsabilità spiegando che un errore giudiziario costituisce di per sé un momento d’angoscia insuperabile per ciascun magistrato mentre per la separazione delle carriere Palamara ha ricordato che i vincoli e gli sbarramenti esistenti già costituiscono un impedimento affinchè un Pm possa diventare giudice.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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