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Morosità, Lega attacca:
“Il comune scarica
sue responsabilità”

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Ha attesa qualche giorno, ma poi è tornato alla carica: parliamo di Filippo Bongiovanni, consigliere comunale della Lega Nord a Casalmaggiore nonché vicepresidente della Provincia di Cremona. Il tema toccato dal giovane politico casalese riguarda ancora una volta la questione delle morosità che il comune non avrebbe riscosso colpevolmente in questi anni, fino a far lievitare la cifra a 100 mila euro. Un’accusa che l’amministrazione aveva controbattuto con una conferenza stampa condotta dal sindaco Claudio Silla e dagli assessori Carla Visioli e Pierluigi Pasotto. In particolare i tre membri della giunta comunale avevano spiegato che prima del 2009 nessuna amministrazione si era mai occupata del problema con la stessa solerzia mostrata dall’amministrazione attualmente in sella.

Queste risposte, però, secondo Bongiovanni non sono convincenti. “Intanto” spiega “gli sfratti non sono bandierine per cui vantarsi, specie in questo momento durissimo a livello economico. Dopo di che ci sono dei limiti da fare rispettare ed è giusto che un’amministrazione sappia discernere tra legge e buon senso. Consideriamo sempre che, per ogni famiglia che occupa una casa popolare, magari senza pagare per mesi l’affitto, ce ne sono parecchie in fila che aspettano, pur avendo tutti i requisiti in ordine”.

Bongiovanni poi accusa direttamente Silla e Pasotto. “Dicono che fino al 2009 l’amministrazione si era poco interessata alla questione. Ricordo che prima del 2009 Silla era vicesindaco sotto la giunta Toscani e che era in amministrazione ormai da più di dieci anni. Pasotto, invece, in quella giunta era un assessore. La loro sembra una autoaccusa. Come spesso abbiamo notato, quando fa comodo non erano lì per caso in amministrazioni precedenti, quando invece è meglio evitare l’imbarazzo, allora si dimenticano di avere fatto parte di quel percorso amministrativo”.

Bongiovanni torna poi all’attualità, alla delibera di giunta 156 del 13 giugno 2013. “Siamo nel 2013 e quattro anni” spiega Bongiovanni “sono un po’ troppi per agire. Ne prendiamo comunque atto e non contestiamo questa delibera e questo studio. Tuttavia il debito di 42mila euro accumulato a maggio 2013 sta sempre più lievitando e la giunta ha deciso di rinviare l’argomento, per convocare le parti e poter valutare le singole situazioni: mi domando però perché non l’abbia fatto prima o meglio perché dal 2009 ad oggi nessuno si sia fatto un’idea. La cifre, cospicue, non sono infatti figlie soltanto di pochi mesi di ritardo, ma di anni”.

“Quel che va sottolineato” conclude Bongiovanni, che di professione fa l’avvocato e conosce i tempi della giustizia “è che ogni procedura di sfratto o recupero forzoso, anche se avviata ora, ricadrà senza dubbio sulla prossima amministrazione, che dovrà quindi assumersi questo onere. Ecco il perché di tutta questa attesa”.

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