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Il casalasco Zammarini
accompagna il Liga
all’Arena di Verona

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Nella fotogallery, Zammarini all’Arena di Verona nella serata inaugurale del mini-tour di Ligabue

Dal silenzio al boato. Con questa semplice espressione Federico Zammarini ha spiegato cosa provi un musicista di musica classica ad accompagnare una star del rock, nel caso specifico Luciano Ligabue. Lui, nato a Torricella del Pizzo nemmeno 24 anni fa, è diplomato al Conservatorio di Parma in percussioni, ha al suo attivo già parecchie collaborazioni di rilievo. In particolare è stato diretto in varie occasioni da Riccardo Muti con l’Orchestra Luigi Cherubini, fondata dal maestro nel 2004, spesso all’estero, in ogni parte del mondo.

Certo, per un ragazzo ventenne che non è immerso a 360 gradi nella musica e con le passioni dei giovani della sua età, esibirsi al fianco di uno degli artisti rock più seguiti come Ligabue deve avere un fascino particolare. “Non è la mia prima esperienza al di fuori della classica – afferma il percussionista torricellese -, in passato ho collaborato con Elio e le Storie Tese e con Massimo Raineri in un tour teatrale. Ma al 98% il mio impegno musicale è con la classica. Il contesto ovviamente è profondamente diverso, e mi piacciono entrambi. Cambia il modo di trasmettere emozioni. Con Ligabue il pubblico emana un entusiasmo che contagia e coinvolge tutti noi”. Il boato e il silenzio, appunto.

Federico è stato chiamato a far parte della Symphony Orchestra, alla quale si è affidato Ligabue per essere accompagnato nella serie di sei serate che si stanno svolgendo all’Arena di Verona. Un successo ovviamente travolgente, con i biglietti di tutte le serate venduti in sole due ore. Si era tentato di prolungare la serie a 10 serate, ma poi alcuni problemi sorti hanno fatto desistere gli organizzatori. La Symphony Orchestra è diretta dal maestro Marco Sabiu, che ha curato tutti gli arrangiamenti dei brani del rocker di Correggio, che propone in ogni serata venti cavalli di battaglia cui aggiunge una decina di canzoni a rotazione. Chiude sempre però col brano da poco disponibile, “Il sale della terra”, che precede il nuovo album atteso per il 26 novembre. “Ligabue – prosegue Zammarini – già quattro anni fa, ai tempi di “Sette notti in Arena”, collaborò con un’orchestra, allora quella stabile dell’Arena, ed ha ripetuto l’esperimento. E’ uno dei pochi che ama avere al fianco un’orchestra dal vivo, non solo in fase di registrazione”.

Quattro dei sei concerti si sono già tenuti: lunedì 16, martedì 17, giovedì 19 e venerdì 20 settembre. Gli ultimi due sono in programma per domenica 22 e lunedì 23 settembre. Al termine di ciascun concerto Federico torna a Torricella. “E’ così da una decina di giorni. Prima della serie di concerti abbiamo fatto col maestro Sabiu un paio di giorni di prove, quindi si è unita la band di Ligabue sabato 14”. Federico si esibisce suonando una serie di percussioni: vibrafono, marimba, tamburo e campane.

“Ligabue – conclude il musicista casalasco – è un vero professionista. Quando è caduto sul palco nella prima serata procurandosi una frattura alla spalla ha continuato come se nulla fosse, e nessuno al momento si è accorto delle conseguenze. Al di là di questo, prova e riprova i brani, è scrupoloso nelle prove e sempre disponibile coi tecnici e per le varie esigenze”. Queste sei serate non fanno parte di una tournée, sono una breve serie a sé stante. Si parla però di una vera tournée negli stadi in cantiere per il 2014. Chissà che Luciano non si affidi ancora all’orchestra e a Federico. Un po’ più difficile, l’Arena è un contesto particolare nel quale l’orchestra ci sta come un’organo sta a una chiesa.

Sta di fatto che Federico ha aggiunto una nuova stelletta ad un curriculum che si sta facendo interessante.

Vanni Raineri


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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