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Il vescovo Lafranconi
a Viadana rilancia
le unità pastorali

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Sono stati oltre 1.500 gli operatori pastorali che il vescovo Dante Lafranconi ha incontrato durante il mese di settembre nei diversi appuntamenti zonali per illustrare le ragioni sociali ed ecclesiali di una più decisa e profonda pastorale integrata, ovvero di una redisegnazione dei rapporti tra parrocchie vicine sempre più in affanno nell’offrire un’adeguata opera di evangelizzazione.

Ultima tappa è stata la zona undicesima composta da diciotto parrocchie suddivise nei tre comuni di Viadana, Pomponesco e Dosolo (ad eccezione di Roncadello che è frazione di Casalmaggiore). Mons. Lafranconi ha tenuto la sua consueta prolusione nella quale ha chiarito le ragioni sociali (secolarismo, mobilità delle persone, nuovi problemi in ambito civile, eseguità di clero e di laici impegnati, comunità troppo piccole per portare avanti una degna opera di evangelizzazione) di un ripensamento delle collaborazioni e sinergie tra comunità. Senza dimenticare gli aspetti prettamente ecclesiali: come una più decisa scelta missionaria e una più profonda comunione ecclesiale.

Il presule ha invocato una conversione personale di preti e laici che superi sterili campanilismi e si apre ad una collaborazione più incisiva tra parrocchie, un’attenzione a non perdere la capillarità della presenza ecclesiale attraverso figure laicali di riferimento laddove il prete non risiede e un impegno a progettare seriamente la pastorale insieme.

Per il vescovo Dante pastorale integrata significa anche maggior sinergia tra parrocchie e diocesi attraverso l’attuazione delle linee pastorali, tra preti e laici mediante una vera comunione e corresponsabilità e tra comunità e movimenti e associazioni. Una parola importante è stata spesa per il rilancio dell’Azione Cattolica.

Mons. Floriano Danini di Viadana, nel suo articolato intervento, ha condiviso molti dei punti trattati da mons. Lafranconi: «Che si debba arrivare ad una pastorale integrata – ha esordito – mi sembra un cammino ormai indilazionabile. Accenno solo ad alcuni servizi pastorali che non sono più realizzabili nelle singole parrocchie: preparazione degli adulti al battesimo e al sacramento della Cresima per i ritardatari; corsi di preparazione al matrimonio entro un panorama culturale e familiare cambiato; relazione positiva della comunità nell’ambito scolastico che di per sè prescinde dal territorio; piccoli oratori accanto alle chiese che non reggono più l’impatto con una gioventù sempre più in moblità; problemi sociali che non possono più essere affrontati se non su aree territoriali più larghe; Caritas che hanno bisogno di operatori sempre più preparati  e attenti ai bisogni delle persone e in ascolto di situazioni complesse, attenzione verso le coppie di sposi che spesso nei piccoli paesi non trovano la possibilità di confronti su problemi e cammini spirituali che li aiutino ad uscire dalla solitudine».

Per mons. Danini servizi pastorali più aggiornati possono essere offerti solo nella comunione a livello zonale, interzonale e diocesano. Il vicario zonale ha poi spiegato che il Consiglio pastorale zonale è ancora in fase di rodaggio, anche se sono stati proposte diverse iniziative: un incontro per insegnanti nel biennio dedicato alla scuola, percorsi di formazione per catechisti, giovani e adolescenti, incontri spirituali nei tempi forti per adulti. In vista poi la costituzione di altri gruppi famiglia oltre quelli presenti a Viadana.

Due le unità pastorali finora costituite: Cogozzo-Cicognara-Roncadello e Buzzoletto-Salina-Casaletto-Bellaguarda. Tra Dosolo e Correggioverde si è instaurata una collaborazione organica. Don Irvano Maglia ha quindi dato lettura dei nomi dei membri dei Gruppi di Azione Pastorale e ha illustrato le proposte formative per adulti e giovani della diocesi. Don Piergiorgio Tizzi sarà il responsabile zonale di pastorale giovanile.

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