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Il civismo prima dei
partiti: così Ambrosoli
saluta Casalmaggiore

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Nella fotogallery, la serata di Ambrosoli a Casa Lana

Un plauso a Casalmaggiore, che l’ha piacevolmente sorpreso, una stoccata ai meccanismi del consiglio Regionale e qualche idea per il futuro: al centro il civismo prima dei partiti. Si è chiuso con un interessante discorso tenuto a Casa Lana nella cena riservata ai simpatizzanti del Listone (una quarantina in tutto) il tour del consigliere regionale Umberto Ambrosoli a Casalmaggiore. Enrica Campanini ha letto un messaggio di Carlo Sante Gardani, scritto dal leader del Listone dopo il primo incontro con Ambrosoli: “E’ giovane, ha idee, non ha guardia del corpo, si lascia avvicinare ed è umano, ascolta tutti: mi ricorda Matteo Renzi. Loro sono il nostro futuro”.

Ambrosoli, che ha lodato in particolare i tortelli di zucca che nella serata di venerdì gli sono stati serviti in una lauta cena, è stato invitato a tornare a Casalmaggiore (“quando sarà Presidente della Regione”: gli ha augurato Gardani) e si è informato dell’attuale situazione politica casalese. Dopo un accordo con Cesare Vacchelli che ha strappato un incontro in Regione perché anche il gruppo consiliare di Ambrosoli firmi la moratoria sull’autostrada Cremona-Mantova (il consigliere regionale non ha detto no, anzi), Ambrosoli ha iniziato il suo discorso: “Vi ringrazio tutti, dagli organizzatori agli chef, che rimpiangeremo, ai cittadini, alle aziende. Confesso che quando nei giorni scorsi ho guardato l’agenda, ero convinto che non sarei riuscito a passare una giornata intera a Casalmaggiore, volevo tagliare qualcosa e ridurre il programma. Invece ora, col senno di poi, confesso che non avrei mai immaginato di riempire così bene il mio tempo. Ho scoperto il Museo del Bijou, del quale ignoravo l’esistenza e mi chiedevo spesso cosa fosse; ho provato, dinnanzi al vostro teatro, un’emozione provata solamente nel teatro di Pavia, e ho visitato tre aziende (Braga, Padania, Emiliana Parati, ndr) che ho apprezzato per lo spirito. Lo stesso Braga (presente alla cena, ndr) mi ha confessato che si soffre a vedere una linea di produzione chiusa. E’ lo spirito dell’imprenditore che deve accompagnare l’Italia, senza contrapporre come troppo spesso è stato fatto lavoro e impresa, che hanno, insieme, una funzione sociale. Voglio diffondere l’entusiasmo toccato con mano a Casalmaggiore”.

“Proiezione, inventiva e rispetto delle regole” ha proseguito Ambrosoli “questo ho notato nelle vostre imprese. Sempre Braga, quando qualcuno ha suggerito di abbattere le tasse, ha detto: “Se si lavora, si possono anche pagare le tasse”. Il lavoro è tutto. Anche io sto combattendo le mie battaglie: trovo che i meccanismi del consiglio regionale siano avvilenti: per tutti una proposta ha senso se riesce a metterci la sua bandierina e l’opposizione spesso non viene ascoltata. Però sono ottimista”.

Ambrosoli ha poi spiegato il perché, aprendo la strada al civismo nella politica, che il Listone ha rappresentato per primo a Casalmaggiore. “Mi sono ripromesso di non bere vino” ha scherzato Ambrosoli “ma ci sarebbe da brindare. E non, credetemi, alla debacle di Berlusconi, ma al fatto che non esista più un partito carismatico. E’ questa la notizia migliore che la democrazia possa avere. Così la democrazia risorge, e con essa risorge la speranza. E, ovviamente, servono le imprese, che non a caso sono spesso andate a sostegno della politica. Il civismo è coscienza civica accompagnata da passione disinteressata: chi si avvicina al civismo politico lo fa perché sa che prima la qualità della sua vita era migliore. L’approccio della coscienza civica deve dunque iniziare ad abitare nella politica tenendo sempre presente che la consapevolezza delle proprie decisioni deve sempre abbracciare la totalità dei benefici e delle conseguenze, non solo gli interessi del singolo”.

“Dobbiamo decidere senza tentennamenti” ha proseguito Ambrosoli “e per questo critico il consiglio regionale: una delle ultime sedute ha presentato 16 mozioni con zero concretezza. E’ uno show, dove ciascuno rivendica i suoi meriti. Invece dobbiamo comunicare il nostro ottimismo”.

Sulla comunicazione Ambrosoli s’è soffermato molto. “Se facciamo passare i vostri messaggi in modo forte, allora anche le banche possono tornare a fare il loro mestiere, ossia fare circolare denaro e produrre ricchezza. La Regione deve farsi garante di tutto questo. Per essere possibile l’ottimismo deve essere prima di tutto comunicato, altrimenti nessuno ha più voglia di sentire parlare di politica o, se lo fa, lo fa per distruggere”.

“Io sono ottimista” ha sottolineato Ambrosoli “perché vedo che la mia generazione e anche quelle più giovani hanno iniziato a occuparsi della cosa pubblica. E servono progetti percorribili: trovo incredibile, ad esempio, che l’assessore al Turismo non sia tutti i giorni a chiedere fondi per la ciclabile Torino-Venezia, che costa 80 milioni, meno di tantissime altre opere e creerebbe 2500 posti di lavoro. La Svizzera, che per molti è un modello da imitare in Lombardia, non si è fidata soltanto dei suoi impianti sciistici. Ha incrementato anche il ciclo-turismo”.

Un pensiero poi sulla politica generale. “Io non sono per il riciclo completo. I “senatori”, in senso lato, servono. Io credo però in un centrosinistra come forza riformatrice che può rinnovarsi. Vent’anni di promesse sul federalismo hanno portato a un conservatorismo eccessivo e a guardare solo il proprio campanile, senza capire le esigenze del campanile a fianco. Non chiedetemi se sono renziano o bersaniano. Non ho bisogno di schierarmi e non voglio salire sul carro del vincitore. Certo, in questo momento le idee sono di Renzi. Ma il cambiamento non si fa più ragionando in termini di destra e sinistra”.

Infine un monito al futuro. “La riforma Fornero, pur criticata e criticabile, è stata l’unica che è stata pensata, e in parte subita se vogliamo, dalle generazioni che la stavano vivendo in quel momento. Non si è ragionato su uno spettro troppo ampio. Bisogna guardare al futuro ma agire anche nel presente: abbiamo ricominciato ad accettare di fare, e di cambiare. Ora dobbiamo fare un nuovo passo e divenire protagonisti del cambiamento: portando avanti il nostro patto civico”.

Dopo gli applausi, Ambrosoli è stato omaggiato con mostarda, tortelli e prodotti tipici del casalasco e soprattutto ha ricevuto un quadro, che riproduce il comune di Casalmaggiore con la scritta “Per non dimenticare il sud della Lombardia” e tutte le firme dei presenti alla serata, tra i quali l’ex sindaco Luciano Toscani e l’esponente renziana di Cremona Alessia Manfredini. “Lo appenderò in camera mia, per ricordarmi di voi sempre”, ha promesso, in chiosa, Ambrosoli.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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