Commenta

Ipertensione, cura
innovativa “internazionale”
sarà presentata a S. Chiara

damascelli-santachiara_ev

Sarà un convegno medico di carattere internazionale, un vero e proprio evento per la cittadina di Casalmaggiore. Il prossimo 26 ottobre, a partire dalle ore 10 a Santa Chiara, sarà infatti ospite una equipe medica, in prevalenza di origine bergamasca e con interventi efficaci testati anche negli Stati Uniti, che ha portato in Italia un significativo progresso per curare l’ipertensione arteriosa.

Si tratta di una malattia molto diffusa, che può provocare, tra tanti problemi, anche ictus, infarti, problemi renali con necessità di dialisi: un fenomeno in forte aumento rispetto al passato. L’equipe, guidata dal professor Bruno Damascelli, direttore di radiologia Gvm Emocuore Columbus a Milano, da sei anni opera con questa tecnica, peraltro poco invasiva ed eseguita in anestesia locale. “Non sempre i farmaci sono efficaci” spiega il professor Damascelli “così si è pensato di ispirarsi al passato, migliorando però le tecniche di intervento. Nel 1930 la pressione maligna veniva sconfitta togliendo direttamente i reni con un’operazione chirurgica. Ora la denervazione endovascolare consente di togliere le connessioni simpatiche che dai reni conducono al cervello. Decenni fa la simpaticectomia provocava un’alta mortalità, adesso la sicurezza è massima: le connessioni simpatiche in condizioni normali regolano la pressione, ma nei casi di ipertensione possono essere neutralizzate con beneficio del paziente”.

Questo nuovo metodo arriva da ricercatori americani, tedeschi, australiani e polacchi, ma l’equipe di Damascelli l’ha portata in Italia. “Nella medicina di oggi è difficile fare scoperte” spiega il professore “e dunque si va a piccoli passi. Dall’ablazione cardiaca si è passati all’ablazione renale con la radio-frequenza, evitando processi chimici pericolosi. Purtroppo questa modalità di intervento ha un Drg basso in Regione Lombardia, dunque molti ospedali non coprono le spese di procedura. Tuttavia questo tipo di operazione ha garantito l’84% di successo con pazienti osservati fino a sei mesi dopo l’intervento, senza incidenti in acuto e nemmeno in cronico. Come tutte le rivoluzioni ci vorranno 20 anni perché possa essere accettata”.

“Anche il diabete e lo scompenso di cuore” spiega Damascelli “migliorano con la denervazione renale. Parliamo ovviamente di casi gravi, dove esistono poche altre alternative. Il prezzo da pagare è che bisogna entrare nell’arteria renale con la tecnica simile a quella usata per le operazioni coronariche. Arrivati nell’arteria, si introduce un elettrodo e si applica l’interruzione delle fibre che decorrono nella stessa. E’ un intervento comunque semplice, di un’ora sola”.

Un dato è particolarmente significativo: “Se riduciamo la pressione abnorme dimezziamo la mortalità per infarto o ictus, evitando problemi dovuti all’ipertensione al cervello, ai reni, alla retina dell’occhio, al cuore. Tutto questo è comprovato da studi, da un nostro lavoro, il primo in lingua italiana pubblicato in materia negli Stati Uniti, e dall’osservazione diretta”.

A favorire l’incontro, poi avvallato dal sindaco Claudio Silla, è stata Regina Paola Bini, che ha lavorato per anni a Milano in un’industria chimico-farmaceutica ed è molto amica del professor Damascelli. La signora Bini è originaria di Vicobellignano e, dice, “essendo molto legata alla mia terra, ho voluto farle questo piccolo-grande regalo”.

Si tratta, insomma, di un intervento di divulgazione scientifica che spiegherà come l’ipertensione possa essere curata grazie alla tecnica della “denervazione simpatica renale”, sperimentata in questi sei anni successivi alla sua presentazione clinica, con 10mila interventi riusciti tra Europa, Australia e Stati Uniti e una crescente sicurezza. I lavori prenderanno il via alle 10, come detto, con gli interventi di Damascelli, del dottor Silvio Bertoli Volmer, nefrologo a Milano, del dottor Andrea D’Alessio, ematologo a Zingonia, del dottor Gianluigi Patelli, radiologo ad Alzano Lombardo, e della dottoressa Vladimira Tichà, radiologa al San Carlo Borromeo di Milano. Un pool di specialistici in ogni settore che conferma, di fatto, quanto l’argomento sia esteso a varie branche della medicina.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti