Commenta

Tangenziale, nuove
ipotesi per provare
ad accelerare i tempi

tangenziale-assemblea-ev

Nella foto, l’affollata assemblea di lunedì sera in auditorium Santa Croce

Tangenziale subito, senza autostrade e lontana dalle case: una chimera? Se il titolo della serata di lunedì in auditorium, con al centro dell’attenzione l’ultimazione della gronda nord nel tratto che riguarda l’abitato di Casalmaggiore e delle sue frazioni, risulta essere l’obiettivo degli ambientalisti, dopo due ore e mezza di assemblea con amministratori pubblici locali, provinciali, regionali e parlamentari può dirsi difficilmente raggiungibile. La convergenza delle parti riguarda l’esigenza impellente dell’infrastruttura viaria: per la salute dei cittadini, ormai esausti per l’intenso traffico in transito sull’Asolana. Ma, come ricordato dal sindaco Claudio Silla più volte nel corso della serata, non è possibile stabilire quando i lavori potranno partire. Per accelerare i tempi, sono state messe sul tavolo diverse proposte.

PROPOSTA SILLA – Il sindaco di Casalmaggiore ha suggerito di coinvolgere direttamente Regione Lombardia: chiedere al Pirellone di anticipare le risorse per realizzare la tangenziale prevista tra le opere accessorie della Ti-Bre. In sostanza, anticipare fondi che verrebbero poi restituiti da Autocisa. I finanziamenti, secondo Silla, potrebbero essere ricavati dalle risorse messe a bilancio per la realizzazione dell’Autostrada Cremona-Mantova. Ipotesi difficilmente percorribile secondo Massimiliano Salini: il rischio è di ritardare la realizzazione della Cremona-Mantova che, fra le proprie opere compensative, prevede la riqualificazione dell’Asolana e la messa in cantiere di un’altra infrastruttura cara al territorio casalasco, la tangenziale di San Giovanni in Croce. Tirare la giacchetta alla Regione comporterebbe anche il rischio di dover sconnettere il completamento della gronda da Autocisa, che ad oggi resta l’unica società ad aver promesso, a proprie spese, la realizzazione della tangenziale casalese. Anche i consiglieri regionali presenti si sono mostrati perplessi: non è possibile anticipare le risorse stanziate per la Cremona-Mantova perché questa autostrada è già in programma, ha precisato Carlo Malvezzi (Pdl). Ma la porta di Palazzo Lombardia non è chiusa e gli stessi Malvezzi e Agostino Alloni (Pd), hanno detto che si può provare a bussare, per provare a verificare l’eventuale disponibilità di fondi.

PROPOSTA SALINI – Il presidente della Provincia di Cremona ha ribadito l’importanza di mantenere la tangenziale collegata alla Ti-Bre, rilanciando però sui tempi di realizzo. Attualmente il completamento della gronda casalese è inserito tra le opere compensative previste per il secondo lotto dell’autostrada Tirreno-Brennero: la proposta di Salini è di provare ad inserire la tangenziale tra le opere accessorie al primo lotto, che è appena stato cantierato. In merito, la Provincia ha già steso un accordo di programma.

PROPOSTA VACCHELLI Cesare Vacchelli, del coordinamento dei comitati ambientalisti, dopo aver snocciolato i dati relativi al traffico in transito a Casalmaggiore e aver approfondito il tema della salute dei cittadini, ha articolato una proposta che svincola la tangenziale dalla Ti-Bre e traccia alcuni percorsi di reperimento di fondi pubblici. Una strada difficile secondo i politici presenti. Scollegare la gronda dalla Ti-Bre, per gli amministratori locali, provinciali e regionali, potrebbe costare la realizzazione della stessa opera. Da par sua, Vacchelli si è detto sicuro del fatto che la Ti-Bre non potrà mai essere completata per la mancanza di risorse, il che renderebbe impossibile anche la realizzazione della tangenziale collegata al secondo lotto della Tirreno-Brennero. L’alternativa da proporre in Regione, per gli ambientalisti, prevede un ridimensionamento dei costi, che significa disegnare un tracciato ‘più basso’ rispetto a quello previsto (che costerebbe intorno ai 55 milioni di euro), e una compartecipazione tra comune, Provincia e Regione per il finanziamento dell’opera.

DUBBI DELLA PLATEACarlo Vicini, del Comitato per la Sicurezza del Territorio Casalasco, ha denunciato l’impasse e non ha nascosto lo sconforto per una situazione ormai bloccata da decenni. Ha anche definito ‘scandaloso’ il fatto che siano state realizzate tangenziali a Soncino, Colorno, Piadena e non a Casalmaggiore. Da Edoardo Borghesi, del circolo Pd di Casalmaggiore, è arrivato l’appoggio alla linea dell’amministrazione comunale e l’invito a battere altre strade per reperire i fondi necessari. L’ambientalista e medico Angelo Angiolini ha proposto di deviare il traffico pesante nell’attesa della realizzazione della tangenziale ed ha annunciato una mobilitazione dei cittadini. Sulla deviazione del traffico pesante Silla ha detto di non poter fare nulla: ad oggi, per i mezzi pesanti in transito nel territorio casalese, non esiste alternativa all’Asolana. Da Pietro Dolci la proposta alla Provincia di aver maggior cura della strada provinciale 343 e di aumentare i controlli su traffico e ambiente.

CONCLUSIONI – Ambientalisti, cittadini, amministratori pubblici: tre attori, un unico obiettivo, realizzare la tangenziale. Per farlo, i referenti dei comitati insieme ad una delegazione comunale e provinciale si sono dati appuntamento nelle prossime settimane per andare in Regione a provare a chiedere se vi siano le possibilità di percorrere la strada alternativa, quella che prevede il sostentamento dell’opera con fondi pubblici. Da par sua, il sindaco Silla ha anticipato che il comune di Casalmaggiore potrà mettere sul piatto 1,5 milioni di euro. Per la soluzione di una tangenziale ‘bassa’ meno impattante, bisogna arrivare almeno a 25 milioni.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti