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Umberto Viti:
“Noi figli del Po
Sono orgoglioso”

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Nella foto, Umberto Viti

Casalmaggiore ‘Città del Canottaggio’: sabato è il grande giorno. In fondo, sarà un giorno speciale anche per Umberto Viti, il mentore di Gianluca Farina e Simone Raineri, medaglie olimpiche che fanno del comune casalese un unicum in Italia: quattro allori nella più importante manifestazione sportiva planetaria per una cittadina che esprime solo 15mila abitanti.

“Sono orgoglioso, sono felice”: esordisce l’allenatore storico dell’Eridanea, che poi non perde il suo sarcasmo. “Era ora. E’ un riconoscimento importante per Casalmaggiore e per uno sport che solitamente è abbastanza trascurato. Del resto, per seguire il canottaggio devi avere vicino un fiume: noi abbiamo il Po e quindi questa attività, questa fatica, questo sacrificio li abbiamo nel Dna. Io poi, nato a Cremona, vissuto a Torino e ora a Casalmaggiore, il Po non l’ho mai abbandonato”.

La scultura sorgerà in Largo Marinai d’Italia ed è stata svelata pochi giorni fa, in anticipo sull’inaugurazione. Lei è sempre stato sincero: le piace? “A livello estetico non troppo: si poteva dare di più l’idea di una barca, invece vedo queste separazioni create dall’erba e dalla ghiaia che non fanno capire benissimo la struttura. I vogatori sono un po’ staccati l’uno dall’altro, diciamo. Però ci sarà una targa e questo aiuta a capire. E poi, a caval donato non si guarda in bocca. Il gesto è tutto quel che conta”.

Dall’oro di Farina nel 1988, inizio dell’epopea, ad oggi sono passati 25 anni. Ci si poteva arrivare prima? “Beh, se ne è parlato. Io non ho mai reclamato nulla, ne ho discusso ma non ho mai chiesto, non ne avevo diritto. Diciamo che è un gran bel regalo ed è giusto accoglierlo come tale, a prescindere dal fatto che si poteva ricevere prima. Sono felice, anzi, che dopo tante proposte cadute purtroppo nel vuoto, Casalmaggiore finalmente possa ricordare in modo tangibile questo sport”.

Viti è in pensione, ma non ci crede nessuno… “Vado sempre a Po, perché ho mille amici. E vedo Gianluca (Farina, ndr) che ora ha preso il mio posto, coadiuvato da Andrea Germani e Giovanni Bottoli. Vedo Pietro Raineri, padre di Simone, che presto smetterà. Vedo un ciclo che va avanti: auguro a Gianluca di avere la mia stessa fortuna e bravura. Servono talenti e lavoro: ora festeggiamo, poi da lunedì si deve tornare a caccia del meglio. E’ la nostra storia a reclamarlo”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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