Commenta

‘Il paesaggio che
mi fu rubato’ in mostra
al Museo Diotti

paesaggio-diotti-ev

Nella foto, l’interno del Museo Diotti e la locandina della mostra

Dal 26 ottobre all’8 dicembre, il Museo Diotti di Casalmaggiore ospiterà la mostra “Il paesaggio che mi fu rubato”, trasformazioni, sottrazioni e restituzioni fra pittura, fotografia e videodocumentazione.

Un’esposizione focalizzata su alcuni aspetti del paesaggio e sulle sue trasformazioni in un’area compresa fra Oglio e Po, che si avvale tanto di dipinti, disegni e incisioni realizzati da artisti del Novecento impegnati sul tema (Tommaso Aroldi, Goliardo Padova, Vando Tapparini, Tino Aroldi, Mario Beltrami e, oltre la sfera locale, Alfeo Argentieri, Giuseppe Guerreschi e Peter Ackermann), quanto dell’opera di alcuni dei più rappresentativi fotografi cremonesi, attivi dalla seconda metà del secolo scorso, quali Giuseppe Morandi, Luigi Ghisleri, Luciano Ferrari e Luigi Briselli.

Paesaggio percepito non come semplice fondale della vita quotidiana, ma come parte fondante la nostra cultura e dimensione essenziale al nostro benessere psico-fisico, paesaggio modellato dai corsi d’acqua e dal lavoro dell’uomo, di cui vengono messe in luce le contraddizioni, le fratture, le sovrapposizioni di economie diverse e gli stravolgimenti sino alla scomparsa di qualsiasi distinzione fra città, periferia e campagna.

L’esposizione è affiancata da un video-documentario realizzato da Pierluigi Bonfatti Sabbioni attraverso riprese recenti e il montaggio di filmati prodotti dal 1984 in poi, facenti parte dell’Archivio Video Territoriale Oglio Po.

Nelle sale al primo piano del Museo saranno esposte, collateralmente alla mostra, le fotografie di Ezio Quiresi che documentano il viaggio attraverso la nostra penisola compiuto nel 1957 dal fotografo insieme all’amico scultore Ercole Priori. Un diario di viaggio attraverso l’Italia dei centri minori e una preziosa testimonianza di un paese non ancora soffocato dal turismo e devastato dal cemento.

La mostra è a cura di Valter Rosa. L’iniziativa è stata patrocinata da “Salviamo il Paesaggio”, “Gasalasco”, “LIPU”, “Labter-Crea Mantova”, “Slow Food (Mantova, delegazione Oglio Po)”, “Italia Nostra (sezione Cremona)”, “Biblioteca-Archivio Emilio Sereni”, “Associazione Persona-Ambiente” e “Distretto Terre Casalasche”.

Il Museo resterà aperto, con ingresso gratuito, dalle 15 alle 19 in tutti e quattro i giorni “clou” della Fiera di San Carlo (1-4 novembre).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti