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Mostra per riflettere
sulle trasformazioni
del nostro paesaggio

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Nella foto, l’inaugurazione della mostra

“Il paesaggio che mi fu rubato” non è solo il titolo della mostra inaugurata sabato pomeriggio al Museo Diotti di Casalmaggiore, primo appuntamento del ricco programma fieristico di San Carlo. Ma è anche il nome scelto da Goliardo Padova per uno dei dipinti che compongono il panorama di un’esposizione in cui le opere d’arte sono quadri, fotografie e video inerenti le trasformazioni del contesto ambientale della Bassa, nello specifico del comprensorio Oglio Po.

Impegnativa, ambiziosa, provocatoria: queste le caratteristiche che il sindaco Claudio Silla ha riferito alla mostra, in sede di inaugurazione. “Immagini che devono far riflettere, che devono scuotere”: così il primo cittadino di Casalmaggiore. “Il tema della conservazione e della tutela del paesaggio si presta a varie letture. E le istituzioni non sono neutre rispetto agli elementi di trasformazione del paesaggio”.

“E’ una mostra che il curatore Valter Rosa ha in mente da tanto tempo”: ha spiegato l’assessore alla Cultura del comune di Casalmaggiore Ettore Gialdi. “Si tratta di un’esposizione che tende a rimarcare l’importanza della tutela del paesaggio oltre che a far acquisire al visitatore più consapevolezza sull’importanza di certi valori”.

“Il tema della sottrazione di paesaggio è predominante”: ha approfondito Valter Rosa, dopo aver ringraziato, al pari di Silla, enti ed associazioni coinvolte nella realizzazione dell’esposizione. “Questa mostra vuole essere divulgativa. Il materiale a disposizione avrebbe richiesto più spazio”. Come dire: sul tema della salvaguardia del paesaggio, nel comprensorio Oglio Po non mancano gli spunti. “A far da contrappunto e commento alle immagini storiche dei nostri territori, vi sono pannelli di fotoreportage che ci invitano ad uno sguardo critico su alcune recenti trasformazioni che hanno portato alla sottrazione di paesaggio”.

A comporre il percorso espositivo, i lavori di Tommaso Aroldi, Goliardo Padova, Vando Tapparini, Tino Aroldi, Mario Beltrami, Alfeo Argentieri, Giuseppe Guerreschi e Peter Ackermann, le fotografie di Giusepe Morandi, Luigi Ghisleri, Luciano Ferrari e Luigi Briselli, un video-documentario di Pierluigi Bonfatti Sabbioni. Nell’atlier Diotti, è stata allestita la mostra collaterale “Un altro paese”, un vero e proprio diario di viaggio di Ercole Priori ed Ezio Quiresi, rispettivamente uno scultore ed un fotoreporter cremonesi, che nel 1957 girarono l’Italia armati di blocco da disegno e macchina fotografica.

La mostra al Museo Diotti, promossa dal comune di Casalmaggiore col patrocinio dell’Istituto Alcide Cervi, di Italia Nostra, di Labter-Crea, di Salviamo il Paesaggio, della Lipu, di Slow Food, delle associazioni Persona Ambiente e Gasalasco e di Terre Casalasche, resterà aperta ad ingresso libero sino all’8 dicembre, da martedì a venerdì dalle ore 8 alle 13, sabato e festivi dalle ore 15,30 alle 18,30.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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