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Distretto bioagricolo
nell’Oglio Po, Fava:
ora la richiesta formale

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Nella foto, l’incontro di lunedì mattina a Palazzo Pirelli

Il quaderno di ricerca intitolato “Bioagricoltura nell’Oglio-Po – Le ragioni del distretto rurale” contenente lo studio per l’istituzione di un distretto rurale ‘bio’ nel territorio tra le province di Cremona e Mantova è stato presentato lunedì mattina a Palazzo Pirelli a Milano.

Il consigliere regionale Pd, Agostino Alloni, essendo uno degli ideatori del progetto, ha presieduto l’incontro spiegando come il distretto favorirebbe “lo sviluppo sostenibile di un territorio con questa vocazione”. Con lui, è intervenuto anche il collega Marco Carra, capogruppo in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale: “Tra le province di Cremona e Mantova sono 13mila le aziende e oltre 200mila gli ettari di superficie agricola utilizzata”. Presente all’incontro l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, che ha accolto con favore una proposta strettamente connessa alla sua terra d’origine, essendo il leghista originario del viadanese: “Ad oggi non facciamo ancora i conti con una richiesta vera e propria sull’argomento. Ci aspettiamo che gli enti locali, i soggetti istitutizionali e tutti coloro che sono titolati a promuovere l’iniziativa attraverso una richiesta formale si adoperino affinché questa ci giunga in tempi rapidi per essere valutata”. Messaggio che non si discosta da quanto dichiarato da Fava a Casalmaggiore nel corso della Festa della Zucca dello scorso settembre: all’epoca la proposta era relativa al riconoscimento della Zucca Dop Casalasco-Viadanese, un progetto che proprio stamattina è stato consegnato dall’associazione Amici di Casalmaggiore all’assessore in calce all’incontro tenutosi a Milano.

A Palazzo Pirelli non sono mancati i sindaci Claudio Silla di Casalmaggiore e Giorgio Penazzi di Viadana: “E’ stato un incontro molto positivo – commenta il primo cittadino viadanese -. Si profila l’individuazione del distretto, che sarà occasione di sviluppo per la nostra agricoltura biologica. Trovare un valore aggiunto, significa puntare sulla qualità che premia così il lavoro dei nostri agricoltori”.

“Si tratta di uno studio importante – ha precisato Silla -, che costituisce la base per provare a creare un distretto del bio nel nostro territorio. L’incontro a Milano è stata l’occasione per toccare con mano le alte aspettative che ci sono sull’argomento. La presenza di Fava la ritengo decisiva: prossimamente ci si vedrà nel territorio, nelle sedi istituzionali, per poter creare le tappe future e realizzare in concreto un progetto che da oggi non ha più un colore. E’ un progetto del territorio per il territorio”.

Un grazie è spettato a Carra ed Alloni, che hanno proseguito il lavoro di Giovanni Pavesi, anch’egli a Milano: “Qualche anno fa parlare di agricoltura bio era una stranezza. Oggi i tempi sono maturi e si tratta di una realtà in costante sviluppo. Insieme al Gal (rappresentato a Milano da Giuseppe Torchio, ndr) costituiremo soluzioni non soltanto tecniche che potranno premiare la produzione agricola biologica del nostro territorio. Le idee non mancano, ora spetta ai sindaci trasformare il tutto in un progetto concreto”.

In tema di produttori biologici provenienti dal territorio Oglio Po, a Palazzo Pirelli erano presenti ValterLorenzo CavalliGuglielmina Vignoli. Presente anche Giancarlo Simoni del gruppo Gasalasco ed il vicepresidente della Provincia di Cremona nonché consigliere casalese Filippo Bongiovanni.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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