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Novità nel commercio
casalese: in via Cavour
arriva La Vineria

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Negozi che chiudono (purtroppo in maggioranza) e negozi che aprono. Perché per fortuna c’è anche chi prova a battere la crisi con nuove iniziative: in via Cavour, la stessa via dove tra due mesi chiuderà lo storico Cavalca Arredamenti, inaugura infatti giovedì mattina “La Vineria” di Luca Galafassi.

Si tratta di un unicum sul suolo maggiorino e di una novità assoluta, che peraltro difficilmente trova corrispondenti in centri medio-piccoli: questo tipo di negozi, infatti, sorge quasi sempre in grandi città oppure in una zona doc dei vini, come la Franciacorta, in provincia di Brescia.

“La Vineria”, che si trova al termine di via Cavour di fronte all’ex collegio don Bosco, presenta una ricca selezione di alcolici: i vini, come il nome stesso dello shop fa chiaramente intendere, vanno per la maggiore e si possono acquistare sia in bottiglia (come al supermercato), sia alla spina, sia in grandi tini di acciaio (cinque in tutto), ognuno dei quali contiene vino sfuso di diverso tipo. Il tutto a prezzo concorrenziali (il vino sfuso costa da 1.40 a 1.80 al litro, ad esempio). La sigla su ciascuno di questi tini è quella che le stesse cantine scelgono, non essendo possibile, per legge, applicare il nome commerciale per esteso ai vini che vendono venduti non in bottiglia. Il cliente può acquistare portandosi da casa i contenitori, oppure può procacciarsi, sempre in negozio, le stesse mini-damigiane o bottiglie. “Abbiamo contenitori piccoli, massimo da 5 litri” spiega Galafassi “perché non usiamo pastiglie chimiche che servono a conservare a lungo il vino nelle damigiane di plastica, alterandone però la qualità”.

Tra le curiosità la presenza di diverse marche di birra e di grappa, piazzate in posizioni diverse per non confondere il cliente, così come non mancano particolari confezioni regalo (una, ad esempio, riprende il gioco degli scacchi) e tappi salva-qualità. Per Casalmaggiore una bella novità, che ravviva il commercio con un brindisi. E per gli astemi esiste anche, come chicca finale, lo spumante analcolico…

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