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San Carlo, pioggia ma
buoni affari. Commercianti
infuriati con abusivi

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La Fiera di Casalmaggiore regge. E lo fa anche nel giorno di San Carlo, patrono della città festeggiato il 4 novembre, potenzialmente il momento più suggestivo, guastato però dal maltempo. Certo lunedì non c’era la stessa folla di venerdì e domenica, giorni clou della fiera, ma tutto sommato piazza Garibaldi e il suo luna park, da sempre termometro della partecipazione cittadina, non si sono svuotati.

Ascoltando il parere di gestori di giostre, venditori di dolciumi e anche degli stessi organizzatori, il parere è pressoché unanime: chi lavora all’attrazione dischi volanti parla di “una buona fiera, anche se forse ci si poteva aspettare ancora di più domenica, col bel tempo. Il vero boom è stato venerdì, ma in generale siamo abbastanza contenti”, mentre anche dal tagadà, altra giostra presa d’assalto ogni anno da generazioni sempre nuove, i fratelli Bisi fanno sapere che “da tempo non si assisteva ad una fiera così: il tempo finalmente ha dato una mano dopo troppi anni guastati dalla pioggia. Siamo contenti”.

Idem con patate per il bruco mela, dedicato ai più piccoli, mentre dal tappeto volante, attrazione novità del 2013 e dunque al primo assaggio con la piazza maggiorino, il parere è assolutamente lusinghiero. “Siamo stati contenti di essere a Casalmaggiore: abbiamo fatto buoni affari, meglio che in altre piazze. Forse ha aiutato il fatto di essere una novità, ma al di là delle motivazioni, la notizia è che tutto è andato per il verso giusto. Speriamo di tornare ancora”.

Anche tra i venditori di dolciumi la soddisfazione è evidente. “Può sempre andare meglio” commenta un incontentabile “ma gli anni scorsi è andata peggio. Considerando la crisi, non possiamo certo lamentarci”. Con un pensiero ai più piccoli. “Il giorno di San Carlo l’ho sempre vista come la loro festa, il patrono” spiega lo stesso venditore “e sono dispiaciuto che la pioggia abbia un po’ rovinato proprio il 4 novembre. Però tutto sommato la piazza è ancora vivace”.

I bambini, peraltro, potranno rifarsi martedì, da sempre giornata dedicata ai bambini. Al di là di giostre e bancarelle, top e flop della fiera si possono misurare, agli estremi, sentendo come sono andati gli affari al Ristotenda, da un lato, e tra i commercianti storici del centro, dall’altro. Dal Ristotenda Licinio Valenti della Pro Loco parla di “edizione da record, perché oltre ai nostri splendidi volontari, il miglior collaboratore è stato il tempo: da anni non assistevamo a tre giorni su quattro baciati dal sole. Siamo soddisfatti e martedì replichiamo, ospitando i “nostri” nonni della Casa di Riposo Busi a pranzo e alcuni amici artigiani, fedelissimi della nostra sagra. E’ stato importante anche ricevere complimenti sulla qualità della cucina”. E a proposito di cucina… “Oggi (martedì, ndr) cucineremo un menù particolare, anni ’20: riso e verze e poi piedini di maiale. Una delizia, per chi sa gustarli. E stasera non mancherà la trippa assieme al torneo di briscola vecchia maniera dedicato a Garavaldi“.

Come detto, le critiche arrivano dai commercianti, ma non riguardano la fiera in sé  l’organizzazione della stessa, bensì la gestione del problema ambulanti. Mai a San Carlo si era vista una tale concentrazione di venditori abusivi che, proponendo alla clientela occasionale marchi contraffatti a basso prezzo, danneggiano chi vende al prezzo di mercato brand originali. La polemica, in questo caso, galoppa anche su Facebook. “Si calpestano i diritti dei commercianti che pagano le tasse e non si propongono metodi per reprimere il fenomeno” osserva un commerciante della piazza, che aggiunge: “Nulla contro i ragazzi africani, ma anche il loro modo di operare deve essere regolamentato, altrimenti non lamentiamoci se i negozi del centro chiudono”. “Se si inizia da piccole cose a fare il giusto” osserva un’altra esponente del commercio del centro “forse la situazione si può migliorare”.

E c’è chi propone un interessante punto di vista: “Favorire l’abusivismo o non contrastarlo significa anche alimentare organizzazioni poco pulite. Da parte nostra ci siamo presi una multa di mille euro l’anno scorso solo per non avere esposto il prezzo su otto oggetti in vetrina. A questi ambulanti la multa non la fa nessuno: loro scappano alla vista delle forze dell’ordine e poi tornano dall’altro lato della strada pochi minuti dopo. Senza parlare della questione del plateatico, che noi paghiamo profumatamente e loro, invece, si prendono gratuitamente”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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