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Silla-Listone, proposte
e qualche screzio per
uscire dalla crisi

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La sala era la stessa, la durata più o meno quella di un consiglio comunale medio: la lista che fa capo a Claudio Silla e il Listone di Carlo Gardani si sono trovati (ma sarebbe meglio dire ritrovati) mercoledì sera in comune a Casalmaggiore, per confrontarsi su un tema delicato come quello della finanza pubblica e del bilancio. Due ore e mezza per un punto all’ordine del giorno che, come più volte ha sottolineato il primo cittadino di Casalmaggiore, è sì molto tecnico, ma allo stesso tempo particolarmente importante, perché su quello si giocano tutti i problemi più concreti e la loro risoluzione.

Non si parli di accordo, di alleanza, di unione pre-elettorale: è stato un semplice confronto, a volte anche serrato (“su certe critiche sono schizzinoso” ha ammesso Silla), a volte persino aspro. La soluzione? Una via unitaria non c’è ancora, ma se non altro le parti hanno provato ad aprire strade, o scorciatoie per risolvere i problemi del comune di Casalmaggiore. Alle volte, in verità, è parso che la lista Silla e il Listone abbiano interpretato un po’ troppo i ruoli di maggioranza e minoranza, lascito inevitabile di quasi cinque anni di schieramenti e banchi opposti in consiglio comunale. Forse si poteva cercare, in qualche occasione, un dibattito meno sulle barricate e più aperto alla dialettica. Si è infatti avuta l’impressione che alle volte la lista Silla portasse in auge quanto aveva realizzato, mentre il Listone evidenziava quanto non era stato fatto: anche per questo non era possibile raggiungere un’unica sintesi. Tanti i temi toccati, peraltro concatenati l’uno con l’altro: vediamo di riassumerli.

BILANCIO – Claudio Silla, con l’assessore Carla Visioli, è partito analizzando i dati di bilancio e spiegando che il quinquennio 2009-2014 è stato il primo, in assoluto, che ha visto una mancanza forte dei trasferimenti Stato-comune (dimezzati, dal 2milioni e 700mila euro a 1milione e 400mila euro) e un calo netto degli oneri di urbanizzazione. “Nel 2008 Marcegaglia ha ampliato” ha ricordato Silla “e abbiamo incassato 878mila euro; nel 2012 siamo scesi a 159mila euro. Quello che incassiamo ora in tre anni va a coprire quanto si incassava in un anno nelle amministrazioni precedenti”. Altro problema, quello delle imposte, rese poco chiare da un legislatore che cambia troppo spesso le carte in tavola. Visioli più in generale ha parlato di un periodo storico di crisi e di un mutamento di prospettive, tirando in ballo anche il patto di stabilità, da sempre un problema, specie per i comuni più virtuosi. “Ci sono risparmi consistenti” ha spiegato Visioli parlando dell’acquisizione dei pali da Enel, ad esempio “che però saranno visibili con un respiro di tre anni”. Matteo Rossi, esperto del Listone ed ex assessore al Bilancio, ha spiegato che “il Listone non vuole ora controbattere su cosa si è fatto e cosa si poteva fare di meglio, perché non è questa la sede”, convenendo con Silla che lo Stato ha ridotto i trasferimenti e poi dato il cerino in mano ai sindaci: “E’ quasi inevitabile che, per arrivare in pareggio, occorra fare leva sulle imposte e sulle tasche dei cittadini”. Il problema, secondo Rossi, è che questi problemi vanno a incidere anche sugli investimenti, e per questo il comune ha le mani legate. “La vera critica alla vostra amministrazione” ha detto Rossi “è avere promesso troppo in un programma troppo vasto. Oggi occorre verificare le priorità, capire quanto c’è in cassa e opzionare solo le operazioni che davvero si possono fare, per essere attendibili”.

PARTECIPAZIONE – Il punto, insomma, è trovare le risorse. Angelo Angiolini, noto ambientalista, da parte del Listone ha suggerito una maggiore partecipazione della popolazione. “Perché non si insegna alla gente di strada a capire il bilancio? Perché non si rende edotto il cittadino dei problemi che ci sono? Facendo così si eviterebbero anche luoghi comuni e critiche. Le vostre esperienze di partecipazione mi sembra siano un po’ cadute nel vuoto”. Angiolini ha così proposto di rendere noto il crollo dei trasferimenti dello Stato e ha chiesto che, se davvero alcune scelte sono obbligate e non si può fare tutto, anche il cittadino venga coinvolto, proponendo il referendum consultivo. Angiolini ha anche chiesto come e dove si possa trovare 1 milione e mezzo per la tangenziale, come Silla aveva promesso qualche settimana fa. Silla ha risposto prima al secondo punto, spiegando che l’indebitamento totale del comune di Casalmaggiore non è aumentato e quindi si creano presupposti per la prossima amministrazione che rendono possibili questo investimento. Dopo di che il sindaco ha accettato la critica (“non ci siamo completamente impegnati, è vero”), spiegando però che la scelta della sua amministrazione è stata diversa: “Abbiamo dichiarato la nostra non autosufficienza e abbiamo coinvolto circoli, associazioni, gruppi di cittadini che potessero gestire servizi che un tempo gestiva il comune: penso a Santa Chiara, divenuta Fondazione, agli Amici dell’International Festival, agli Amici del Museo del Bijou. Tutti gioielli che hanno portato parecchi turisti a Casalmaggiore. E penso all’associazione La Rete, che aiuta 67 nuclei famigliari con le derrate alimentari e che ha raccolto 40mila euro di risorse, di cui la metà arrivate dagli Amici di Casalmaggiore con la Festa della Zucca”.

BANDI REGIONALI ED EUROPEI – Tema particolarmente sentito quello energetico. l’assessore ai Lavori Pubblici Tiziano Ronda ha spiegato che la direzione dei bandi a livello regionale consente parecchie opportunità al nostro territorio. “Si parla di risparmio energetico con i Fas, della riduzione di emissione di anidride carbonica, del fotovoltaico. Sono tutte strade che noi vogliamo seguire”. Si è parlato di bandi regionali, però, mentre Massimo Arcari e Zelindo Madesani del Listone hanno chiesto quali santi sia necessario avere in Paradiso per avere qualche speranza con i bandi europei. “Noi abbiamo sempre lavorato con la Regione e con la Fondazione Cariplo, mai direttamente con l’Europa” ha risposto il sindaco “e preciso che la Fondazione ha investito a Casalmaggiore più che a Cremona e Crema. Con questi finanziamenti a spot possiamo pensare a soluzioni come le microreti di riscaldamento, opportunità importante per il comune, al fotovoltaico, ad una gara per l’illuminazione pubblica, alla revisione dell’appalto calore”. “Sulle microreti, ad esempio” è intervenuto Angiolini “ci starebbe proprio un referendum consultivo, per capire se la popolazione sia d’accordo”.

Interessante la richiesta di Madesani, che ha evidenziato come l’unione dei comuni di Casalmaggiore tenda molto al Casalasco, dimenticando però comuni vicini come Colorno e Sabbioneta, che a livello turistico potrebbero aiutare non poco. “Abbiamo lavorato con i comuni” ha spiegato Visioli “con i quali abbiamo potuto creare alleanze finora: per questo bandi occorre andare d’accordo e ragionare in prospettiva sovracomunale, altrimenti i finanziamenti non arrivano più, perché un singolo ente non ha questa forza”.

RIFIUTI – La Casalasca Servizi è stata poi al centro di diverse proposte. Perché, hanno chiesto dal Listone, se il rifiuto può diventare una risorsa e se le risorse non si trovano, non si attiva Casalasca in una serie di servizi alternativi? “E’ una buona prospettiva” ha riconosciuto Silla, coadiuvato in questo dall’assessore ai Servizi Sociali Pierluigi Pasotto “e l’intenzione, in effetti, è di fare in modo che in futuro questa azienda, che copre 44 comuni e per il 99,99% opera sui rifiuti, possa gestire servizi come le strade, il verde e i cimiteri. Anche perché il personale comunale si sta riducendo e non abbiamo la possibilità, per legge, di sostituirlo nell’immediato. Casalasca può aprire frontiere interessanti come gestore di servizi per i comuni”. Altra opportunità, secondo Tiziano Ronda, è il Paes, a livello di cura del verde: “Purtroppo i tecnici non sono preparati a questo ed è necessario ricorrere a personalità esterne”. Altra possibile risorsa, secondo Silla, è la Farmacia.

PICCOLE PROPOSTE CONCRETEPiercarlo Gardani del Listone si è chiesto perché, anziché investire per tappare qualche buca nell’asfalto (è stato fatto l’esempio di Roncadello), che poi puntualmente il giorno dopo si riforma, non si spenda qualcosa in più per rifare una strada seguendo un progetto. “In realtà” ha risposto Silla “i nostri micro-interventi vanno a incidere sulla spesa corrente, dove abbiamo margini di manovra. Rifare una strada, invece, incide sui trasferimenti, bloccati dal Patto di Stabilità: l’ultima operazione in materia di strade è costata 300mila euro per una decina di vie”. Matteo Rossi ha proposto, a questo punto, di cercare investitori sul locale, trovandosi concordi su questa prospettiva, che potrebbe migliorare la situazione. Più in generale Piercarlo Gardani ha ribadito che, a suo avviso, alcuni servizi andrebbero razionalizzati, proprio per poterli mantenere sempre vivi.

E’ stato poi il turno di Angiolini che da parte del Listone ha proposto alcune idee concrete: “Una migliore gestione del piano neve, l’affidamento della cura del verde ai quartieri di cittadini, un operatore civico davanti alle scuole al posto del vigile, che potrebbe invece essere sulla strada a controllare che le mamme di quei bambini non sfreccino ai 200 km/h, i segnali stradali da ridurre – dato che solo sulla rotondina di via Italia ce ne sono diciassette – , le staccionate parapedonali inutili, costose, senza gusto estetico. E i tabelloni luminosi, che possono aumentare la partecipazione ma solo se siamo in grado di tenerli aggiornati: a me risulta che quello in piazza riporti ancora gli eventi di luglio. Perché non affidiamo il loro aggiornamento ai ragazzi del Romani che frequentano un corso d’informatica?”. Idee accolte in parte dal sindaco (che ha apprezzato molto quella sul verde e quella sui tabelloni luminosi), ma respinte in altra parte dal consigliere Claudio Cerati che sostiene che “l’operatore civico non può esistere, perché in caso di incidente avrebbe dei danni a livello penale”. Zelindo Madesani, infine, ha proposto che la Rete, in cambio dei sussidi che giustamente concede ai bisognosi, chieda anche un piccolo contributo lavorativo pro comune: una scelta, questa, già adottata con successo dalla vicina Viadana.

Giovanni Gardani

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