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Poste, dal direttore
le risposte alle tante
lamentele degli utenti

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Nella foto, gli ospiti della conviviale Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po

Di Poste Italiane nel casalasco si fa sempre un gran parlare. Spesso, per disservizi come il grande ritardo nel recapito di alcune lettere, le code in certi uffici postali e in certi giorni, e il caso di Piadena, dove oltre 2000 cittadini sono stati chiamati dall’amministrazione comunale a dimostrare di aver pagato vecchie sanzioni, una situazione scabrosa per la quale sono state incolpate anche le stesse Poste, per non aver comunicato i nominativi delle persone che hanno regolarmente pagato.

Anche per questo la presenza alla conviviale Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po del direttore dell’Ufficio Postale di Casalmaggiore Michele Vigliotti e del direttore di filiale Paolo Rufo è stata interessante. I due ospiti hanno impostato la relazione sul tema che li coinvolge direttamente nell’azienda, vale a dire le innovazioni che coinvolgono l’ampliamento dell’offerta, che negli ultimi 15 anni ha riguardato conti correnti postali, polizze assicurative, investimenti finanziari e, più recentemente, anche telefonia mobile con Poste Mobili. L’ingegner Paolo Rufo ha elogiato l’opera di Corrado Passera, che da amministratore delegato di Poste Italiane ha avuto un ruolo fondamentale nell’opera di trasformazione di un’azienda che è stata ad un passo dal fallimento e che oggi conta 7 milioni di conti corrente in Italia di cui 21mila in provincia di Cremona, dove sono presenti 120 uffici.

Dei casi più spinosi ha parlato il dottor Vigliotti. In merito alle code, ha affermato che “Sarebbe importante convincere i casalaschi ad un uso meno massiccio del contante. Anche così si eviterebbe il forte afflusso soprattutto in corrispondenza dei primi giorni del mese, quando si distribuiscono le pensioni”.

Quanto alla rotazione assai frequente dei postini, anche questo è un problema, hanno ammesso gli ospiti, che si cercherà di risolvere, ma i tempi sono cambiati e non si può più pensare al postino di paese che lavora nello stesso posto fino alla pensione. La chiusura e il ridimensionamento degli uffici periferici? Era una necessità economica, ovviamente, ma «nella nostra provincia è andata meglio che altrove e comunque gli orari di apertura sono pensati per garantire un ufficio comunque aperto nel raggio di pochi chilometri».

Infine, il caso Piadena: è vero che chi ha pagato, anche se non trovasse la ricevuta, può richiedere la documentazione alle Poste, ma non attraverso il nominativo, bensì ricordando l’ufficio, un lasso di tempo breve in cui ha fatto l’operazione, l’importo pagato e il conto del beneficiario. La ricerca su un numero vasto di operazioni è comunque difficile, e va ricordato che in ogni caso la ricevuta va conservata per 5 anni. La Polizia Municipale di Piadena aveva “accusato” Poste Italiane di non aver fornito alcuni nominativi: per tutti i bollettini, hanno risposto i vertici locali delle Poste, vengono fornite informazioni elettroniche o cartacee. Basterebbe che i Comuni controllassero giornalmente gli accreditamenti che casi simili non si verificherebbero.

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