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Il vescovo Lafranconi
in Duomo: “Credere
è un dono”

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Nella foto, il vescovo Lafranconi in Duomo e la chiesa gremita

Non più una, bensì tre celebrazioni in diocesi per la conclusione dell’Anno della Fede. Il vescovo Dante Lafranconi ha dato il via sabato, alle ore 18 a Casalmaggiore, al trittico di solenni Eucarestie che proseguirà domenica al Santuario di Caravaggio e culminerà con l’appuntamento di sabato 30 novembre a Cremona, quando in cattedrale le celebrazioni si apriranno con il canto dei Primi Vespri e della prima domenica di Avvento.

La chiusura dell’Anno della Fede è partita dal Duomo casalese di Santo Stefano, con una Santa Messa a cui hanno preso parte tutti i vicari zonali e dai sacerdoti del circondario. Un momento di raccoglimento per tanti fedeli del casalasco e del mantovano, se si pensa che anche il territorio viadanese rientra nella diocesi cremonese.

Di fronte ad una chiesa gremita, il vescovo Lafranconi nell’omelia ha ribadito l’importanza dell’Anno della Fede. Lo ha fatto anche attraverso le parole di Papa Benedetto XVI: “La porta della fede rimane sempre aperta”. “A tutti è dato di salvarsi, di incontrare la fede”: così il presule, che ha citato l’esempio del buon ladrone crocifisso con Gesù, assurto a personaggio simbolo della fede in Cristo. “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Pronunciando questa frase il malfattore dimostra di aver incontrato la fede”. “Credere è una grazia – aggiunge monsignor Lafranconi -. Credere è un dono”. Un pensiero è andato ai “martiri del ventesimo secolo”: “Mentre noi concludiamo l’Anno della Fede, non possiamo dimenticare quanti nostri fratelli danno la vita per la fede”.

Le solenni Eucarestie celebrate dal vescovo di Cremona proseguiranno domenica al Santuario di Caravaggio. Sabato prossimo, l’appuntamento conclusivo dell’Anno della Fede in cattedrale, nella città del Torrazzo.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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