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Fondazione S. Chiara:
bilancio e mensa tengono
banco in Consiglio

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Nella foto, maggioranza (sopra) e opposizione (sotto) nel consiglio di giovedì

La mensa comunale riaprirà ma sarà gestita direttamente da Fondazione Santa Chiara: questa una delle novità emerse dal consiglio comunale di Casalmaggiore, radunatosi giovedì sera. Un’assemblea scandita inizialmente dalle interpellanze – ben tre – urgenti a risposta orale presentate nei giorni scorsi dal gruppo casalese della Lega Nord.

La prima affrontata riguarda una mozione votata quasi all’unanimità il 15 giugno 2012 dal titolo “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” promossa dal comitato Salviamo il paesaggio (presente in sala adunanze con una rappresentanza), con l’obiettivo di evitare un eccessivo consumo di suolo: Filippo Bongiovanni, capogruppo della Lega, ha chiesto se il censimento delle unità abitative che sindaco e giunta si erano promessi di completare entro l’anno seguente fosse stato effettuato e, in tal caso, di fornirne i risultati. Il sindaco Claudio Silla ha precisato che il questionario diffuso è stato completato solo in parte ed in alcuni campi in modo deduttivo perché non essendo stato possibile accedere ai dati Istat l’alternativa sarebbe stata assoldare un tecnico specializzato per completare il censimento, cosa infattibile al momento. Carlo Gardani, del Listone, tra i primi firmatari della mozione insieme ad Ermelinda Casali, ha ammesso che la pratica è sempre stata seguita. Orlando Ferroni, di Casalmaggiore per la Libertà, ha poi chiesto che venissero aggiornati anche i dati relativi agli immobili di proprietà del comune, cosa che implicherebbe però perizie e risorse.

Con la seconda interpellanza la Lega ha chiesto il motivo dei ritardi nella presentazione dei rendiconto 2011 e 2012 della Fondazione Santa Chiara: il primo approvato dal Consiglio il 18 ottobre 2013, il secondo all’ordine del giorno nella serata di giovedì. Ribadendo l’importanza del passaggio giuridico da Istituto a Fondazione, in merito al bilancio di Santa Chiara il sindaco Silla ha dichiarato che la sforatura temporale ci può stare, che gli uffici preposti hanno comunque sollecitato verbalmente la presentazione dei rendiconto di quella che comunque è da considerarsi un’amministrazione autonoma, che non gestisce nessun servizio per conto del comune. Risposta ritenuta non soddisfacente da Bongiovanni. Silla ha quindi riportato l’attenzione sui punti che il comune ha ritenuto sostanziali nel lavoro svolto dalla Fondazione Santa Chiara, come le assunzioni di giovani insegnanti (per la maggior parte del comprensorio). Ha poi sottolineato come il comune, che ha versato alla Fondazione 40mila euro annuali (nel prossimo esercizio caleranno), abbia sempre voluto conoscere i conti al dettaglio. Così come la Regione che di fondi ne versa oltre 500mila euro. La discussione – che un’interpellanza non dovrebbe prevedere ma che alla fine c’è stata – si è accesa poi tra Bongiovanni e il sindaco, che accusato il consigliere di attaccarsi ad un questione di forma e non di sostanza: non ci sono buchi nel bilancio della Fondazione, ha chiosato Silla. Il capogruppo della Lega ha poi innescato la reazione del presidente del consiglio comunale Calogero Tascarella: il primo ritiene “pazzesco” fornire di tablet studenti di una scuola finanziata anche con risorse pubbliche (ci sono altre priorità: è il pensiero di Bongiovanni), il secondo ha invece plaudito la lungimiranza della Fondazione.

Terza interpellanza, quella riguardante la mensa comunale, ubicata nei locali dell’ex monastero di Santa Chiara. La Lega ha chiesto come mai questo servizio è stato chiuso e da quanto tempo non è più attivo. Il sindaco ha ammesso che la mensa gravava sulle casse pubbliche casalesi per circa 20mila euro annui: soldi che l’amministrazione comunale non era più disposta a spendere non ritenendo un dovere elargire pasti agli adulti, a differenza dei bambini, che usufruiscono di un servizio mensa gestito direttamente dal comune. Una via era stata trovata con l’affidamento diretto in forma sperimentale del servizio ad una cooperativa. Questa però ha deciso di chiudere i battenti della mensa comunale ad agosto. Ripartirà il servizio, ha poi annunciato il sindaco, ma come la foresteria sarà gestito dalla Fondazione Santa Chiara e non più dal comune. Bongiovanni ha replicato chiedendosi se non fosse stato possibile fare qualcosa per pubblicizzare meglio la mensa quando ancora era attiva, comunale ed offriva lavoro a persone che ora sono rimaste a piedi.

Di Fondazione Santa Chiara si è poi parlato nel quinto punto all’ordine del giorno del consiglio comunale, relativo al rendiconto 2012, presentato dal ragioniere Asinari, revisore dei conti che ha spiegato come il cambiamento giuridico abbia comportato un approfondito lavorìo contabile. Il bilancio 2012 è stato chiuso il 27 maggio 2013 e a specifiche domande sono stati illustrati, a grandi linee, alcuni dati: più di 500mila euro sono i soldi spesi per i compensi ai dipendenti, otto dei quali sono insegnanti a tempo indeterminato, tre addetti di segreteria e un’altra trentina collaboratori vari (insegnanti a partita Iva o altro). La Fondazione, ha poi precisato Asinari, è ripartita a zero rispetto all’Istituzione. Il punto è stato approvato coi sì della maggioranza. Le minoranze non hanno partecipato al voto.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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