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Bando ministeriale
“illegittimo”: tramonta
ipotesi palazzetto

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Nella foto, il progetto del nuovo palazzetto dello sport di Casalmaggiore

Tramonta in via definitiva la possibilità di vedere a Casalmaggiore un nuovo palazzetto dello sport finanziato in gran parte da fondi statali. La Corte Costituzionale, decidendo sulla base di un ricorso avanzato dalla Regione Veneto, governata dal leghista Luca Zaia, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 64, commi 1 e 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 relativo alle “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 134.

Questo articolo istituiva presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il “Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva” per cui era stato emesso il bando a quale anche il comune di Casalmaggiore, come altre decine di migliaia di comuni italiani, aveva presentato il proprio progetto per la realizzazione in zona Baslenga (tra l’argine maestro e il plesso della scuola ‘Marconi) di un nuovo palazzetto dello sport in grado di ospitare oltre mille spettatori.

Con la decisione della Consulta, Casalmaggiore resta a bocca asciutta. A darne notizia è stato il sindaco Claudio Silla, a margine della conferenza di presentazione del calendario benefico realizzato dalla Pomì Vbc, squadra di volley che in tanti vorrebbero vedere giocare a Casalmaggiore ma che da diverse stagioni è costretta a disputare le proprie gare interne a Viadana, nel Pala-Farina (ribattezzato appunto Pala-Pomì) la cui capienza è sufficiente per disputare il campionato di pallavolo A1 femminile.

Va detto che, preso atto della sentenza, il Dipartimento per lo Sport e l’Ufficio di gabinetto del Ministro per lo Sport sarebbero al lavoro per valutare nuovi strumenti di agevolazione e supporto in materia di impiantistica sportiva e per le politiche attive per lo sport. Il problema, come spesso accade, è legato ai tempi: l’ultimo bando per l’impiantistica sportiva emesso dal Ministero prima di quello appena dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale risale al 1988 ed era soprattutto indirizzato ai Mondiali di calcio di Italia ’90. Aspetta e spera insomma…

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