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Viadana, cocci e macerie
post consiglio: Penazzi
chiederà la fiducia?

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Nella foto i consiglieri di maggioranza abbandonano l’aula e Montanari rabbuiato in viso

E adesso che della “Cittadella della salute” si vedono le macerie anziché le fondamenta ci si chiede che cosa potrà succedere a Viadana. Ercole Montanari, referente degli imprenditori pronti al mega investimento da due milioni di euro, lo ha già detto  martedi sera in margine alla seduta consiliare saltata per  l’abbandono di tutti i consiglieri. “Per questo progetto sfumato preparatevi a ricevere denunce per danni e richieste di rimborsi a valanga”.

A meno che ci sia un ripensamento dell’ultima ora o il project financial venga spostato in un altra località vicina, il no alla Cittadella potrebbe costare caro a Viadana sia dal punto di vista economico ma soprattutto politico. Oltre a questo va tenuto conto delle scelte che il sindaco deciderà di fare, convocando subito dopo Natale un’assemblea per chiedere la fiducia al Consiglio e decidendo poi in base a questo se rimanere o lasciare. L’altra possibilità è indire un’assemblea pubblica per spiegare alla gente cosa è successo.

Il capogruppo del Pd Paolo Zanazzi e compagni con un lungo comunicato si erano tenacemente opposti, precisando di non essere contrari al progetto ma al metodo seguito da Sindaco che ancora una volta li aveva posti davanti ad “un prendere o lasciare” nei confronti di una variante del Piano Opere pubbliche che tra le altre cose conteneva ancora la realizzazione di una Caserma dei Vigili del Fuoco già osteggiata.

“Senza nulla togliere alla bontà tecnica progettuale della Cittadella” scrive Zanazzi “riteniamo che questa proposta vada sviscerata più compiutamente tenendo presenti le nostre osservazioni anche per restituire dignità politica ed amministrativa a questo Consiglio”. Adesso – e qui torniamo all’inizio della nostra riflessione – ci si chiede cosa succederà. Il sindaco entro l’anno potrebbe chiedere il voto di fiducia per decidere se rimanere o dimettersi: Penazzi, scorato, avrebbe sostenuto ai suoi sostenitori che questo è il risultato quando la politica prende il sopravvento sull’interesse della collettività. E soprattutto, avrebbe aggiunto, quando all’interno di uno stesso partito ci si spacca in correnti e personalismi che alla fine anziché frutti porta cocci e macerie.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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