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Anche il vescovo
alla festa del Consorzio
del Pomodoro

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Nella foto, l’affollata messa nella parrocchiale di Rivarolo del Re e l’inaugurazione dei nuovi uffici del CCDP

Pomeriggio prima di riflessione e poi di festa per la comunità di Rivarolo del Re, che ha reso omaggio alla sua più importante azienda, il Consorzio Casalasco del Pomodoro, struttura di livello e con mercato internazionale. Ad allietare la giornata, in particolare, la presenza del vescovo di Cremona monsignor Dante Lafranconi, che ha festeggiato così in anticipo il Natale nel Casalasco.

La messa è stata aperta dal messaggio del presidente del Consorzio Paolo Voltini, che ha fatto gli onori di casa, mentre grande attesa era concentrata, nella piccola chiesa di Rivarolo (troppo piccola per contenere tutti i fedeli), sull’omelia del vescovo. Monsignor Lafranconi ha parlato dell’importanza del lavoro e della dignità che ne deriva. Soprattutto, riferendosi al Consorzio, ha messo l’accento su un paio di concetti: da un lato la grande ricerca della qualità sia nel lavoro, sia nel prodotto e nella sua lavorazione; dall’altro la dimensione rimasta famigliare di un’azienda che, pur allargandosi nei decenni, ha saputo mantenere gli stessi rapporti umani di una volta. “Noi possiamo anche chiedere aiuto a Dio, ma in primis dobbiamo darci da fare” ha chiarito monsignor Lafranconi, riferendosi alla pesante crisi economica e sottolineando l’esempio positivo del Consorzio.

Dopo l’omelia sono stati tanti (alcuni particolarmente suggestivi) i messaggi letti: una sequela aperta da Costantino Vaia, altra figura di spicco dell’amministrazione del Consorzio, e proseguita dai vari dipendenti. Particolarmente stimata l’attenzione dell’azienda rivarolese per la sicurezza sul lavoro e per l’impiego verso la manodopera femminile. Ma il momento più originale è stata la lettura, da parte di una dipendente (tanti, a proposito, i lavoratori che hanno presenziato all’evento), di una sorta di “poesia dell’operaio”, che ha sottolineato come il Consorzio, oltre a garantire dignità a chi lavora in fabbrica, sia un’occasione importante per i tanti agricoltori della zona. Lavoro come sofferenza e sacrificio, specie in estate (stagione dell’oro rosso), ma anche come nobilitazione dell’uomo. Curiosa la chiosa di don Luigi Pisani, parroco di Rivarolo. “Quando ho famiglie in difficoltà e, ogni tanto, provo a intercedere per loro tramite il Consorzio, nessuno mi ha mai messo giù il telefono”: chiaro riferimento all’impegno per l’impiego dell’azienda, specie sul territorio. “Seminate i vostri pomodori, ma non dimenticatevi di seminare un po’ di fede” ha chiosato il parroco padrone di casa.

Presenti in chiesa il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il vicepresidente della Provincia Filippo Bongiovanni, il presidente del Gal Oglio Po Giuseppe Torchio e i tre parroci, don Alberto Franzini di Casalmaggiore, don Luigi Pisani, appunto, di Rivarolo del Re e di don Ettore Conti di Gussola e Torricella del Pizzo. Presenza di spicco anche quella di Pier Luigi Ferrari, presidente del Distretto del Pomodoro del Nord Italia, così come non sono mancati esponenti della politica parmigiana, a conferma del fatto che il Consorzio (in particolare col marchio Pomì) guarda da sempre oltre Po e intesse proprio con la città ducale un proficuo rapporto di collaborazione e lavoro.

Dopo la messa, il rinfresco in oratorio, quindi il vescovo Lafranconi assieme ai vertici del Consorzio si è recato nei rinnovati uffici della parte nuova della struttura di Rivarolo del Re, per una rapida visita dei locali e, ovviamente, per la benedizione finale. Con l’augurio di un Natale sereno per tutti i dipendenti del Consorzio e, più in generale, per tutti i rivarolesi. Paolo Voltini, in chiosa, ai microfoni di Cremona1 così si è espresso: “Abbiamo fatto coincidere l’evento della chiusura dell’anno con gli auguri natalizi con tutti i soci, tutti i dipendenti, le maestranze e anche con tutte le autorità istituzionali, in concomitanza del taglio del nastro degli uffici nuovi che abbiamo fatto in Rivarolo del Re. Credo che sia un’opera di orgoglio per la Cooperativa, un dato positivo nonostante un’annata con un trend del 20% in meno di pomodoro raccolto, un calo dovuto soprattutto ad eventi atmosferici avversi. Riteniamo che il 2014 sia un anno buono, con tutte le condizioni giuste sia a livello di mercato, che di contratti e di nuovi clienti. Guardiamo con ottimismo al futuro”.

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