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Quattrocase prende
vita col “presepe
del giorno dopo”

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Nella fotogallery (Ghezzi), la natività e vari personaggi del presepe vivente di Quattrocase

“Il presepe del giorno dopo” di Quattrocase, piccola frazione di Casalmaggiore da sempre legata alle tradizioni, raccoglie quasi esclusivamente commenti positivi. Funzionava tutto, alla Cascina Bonardi, ancora una volta piccola Betlemme casalasca che ha dato vita, per circa un’ora, dalle 17 alle 18 di Santo Stefano, giovedì 26 dicembre, ad una rivisitazione originale della Natività e in particolare del giorno dopo.

Una settantina di figuranti, con in prima fila Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, impersonato curiosamente da due bambine della frazione che si sono date il cambio sulla scena, quaranta costumi realizzati ad hoc per l’occasione, un servizio audio e luce da grande show e una grande partecipazione, anche perché col maltempo che si è abbattuto su Vailate, scoperchiando letteralmente la capanna Quattrocase ha dato luogo all’unico presepe della Diocesi di Cremona.

Una manifestazione incentrata, come era stato promesso, sui passi delle otto Beatitudini: alcuni letti, altri recitati in uno scambio dialogico che, assieme ad alcuni mestieranti dell’epoca, hanno avuto come cardine principale il pazzo, considerato la voce della coscienza, l’unico in grado di vedere e narrare la verità. Proprio il pazzo girava per cascina Bonardi invitando il pubblico e altri figuranti (sette in tutto quelli recitanti) a rendersi conto della grandezza del Cristo che si è fatto bambino, dando così un senso alla collocazione del presepe il giorno dopo, appunto.

Altri passi delle Beatitudini sono state proiettati, anticipati da un rullo di tamburo fragoroso, sui muri della cascina, all’improvviso, richiamando l’attenzione dei presenti. Vero fulcro di una manifestazione che non smette, ogni anno, di ripetersi e riscuotere il meritato successo.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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