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Colnaghi, un grande
dello sci e della nautica
si racconta al Rotary

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Nella foto, da sinistra: Colnaghi e Stringhini

SOLAROLO RAINERIO – L’affascinante avventura sportiva e di vita di Guido Colnaghi ha coinvolto i soci del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po mercoledì 15 gennaio. Al ristorante La Clochette l’ex campione era accompagnato dall’ingegner Stefano Assandri, che convidide con lui la passione per la vela.

Per presentare Colnaghi servirebbe ampio spazio. Riassumiamo dicendo che è originario di Vicenza e vive a Milano. E’ Gran Maestro di sci in quanto campione di sci nordico (salto) negli anni Sessanta, poi è passato al volo libero e infine, spinto come ha spiegato dalla moglie che gli chiedeva meno rischi, alla navigazione in mare. E anche qui si è espresso alla grande, tanto che è stato nominato “pioniere della nautica” ed ha vinto titoli nazionali in slalom, salto e combinata. Fu l’ideatore e primo artefice nel 1967 della fondazione del Centro Velistico Caprera ed è il decano degli istruttori di vela. Ha navigato nei mari di tutto il mondo, con alcune traversate atlantiche e un passaggio a Capo Horn. E’ stato promotore dello Yacht Club Italiano ed ha scritto per Hoepli il “Manuale del diporto nautico”. Anche dal punto di vista professionale ha conseguito risultati brillanti: laureato in Economia alla Bocconi e Perito Tecnico in costruzioni aeronautiche, è esperto di Commercio Estero e ha diffuso in Italia le imbarcazioni più popolari dei cantieri inglesi, americani e francesi. E’ socio degli Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia e Stella d’Oro del Coni.

Un personaggio di primo piano per lo sviluppo della nautica in Italia, che ha saputo catturare l’attenzione di tutti in modo semplice e diretto, soffermandosi soprattutto sull’esperienza del Centro Velico di Caprera, straordinaria località tra Sardegna e Corsica che contribuì fortemente a sviluppare. “In mare non si sgarra – ha spiegato Colnaghi -, per l’equipaggio vale il detto ‘Uno per tutti, tutti per uno’”. I motivi del successo di Caprera?  “In primis l’isolamento, lì si vive di mare in immersione totale. L’avvento del telefono cellulare purtroppo l’ha attenuato mantenendo il cordone ombelicale col continente. E poi si vive l’uno per l’altro, e lo si fa anche a terra”.

v. r.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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