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Torricella, il Pipèn
fa il pieno. E Garrison
va in Ferrari…

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Nella fotogallery alcuni momenti della Festa del Pipèn

TORRICELLA DEL PIZZO – La Festa del Pipèn fa ancora una volta il pieno: come è tradizione dopo la metà di gennaio il piccolo comune di Torricella del Pizzo catalizza così l’attenzione del Casalasco e anche di chi arriva dal Cremonese o dalle province limitrofe, come Parma e Mantova.

Una Festa aperta sabato dal saluto del sindaco Emmanuel Sacchini, padrone di casa, affiancato da Ernesto Marchetti del Museo Amarcord (altra eccellenza torricellese), dal mattatore e commediografo dialettale Mauro Adorni e dai rappresentanti della scuola di cucina Einaudi di Cremona, che hanno preparato la cena, capace di richiamare un gran numero di affamati e curiosi. Il tutto esaurito, sotto il ristotenda, è stato registrato sia sabato a cena che domenica a pranzo, il che fa ben sperare per il prosieguo della manifestazione, che avrà una terza e ultima puntata domenica 26.

Era atteso per sabato, ma è arrivato domenica a causa di un ritardo aereo, Garrison Rochelle, ospite d’onore della manifestazione, ballerino, coreografo e maestro della scuola di “Amici”, popolare programma di Canale 5 condotto da Maria De Filippi. L’artista si è comunque rifatto in pieno del ritardo, peraltro non imputabile alla sua volontà, prendendo parte alla simulazione di una gara di Formula 1, organizzata per l’occasione, e lodando l’iniziativa dal palco, poco dopo le 13. “E’ da un mese che parlo a Maria di questo evento” ha raccontato Garrison “e ne ho parlato anche in trasmissione ad “Amici”. Ho assaggiato tutto, davvero squisito, a parte il pipèn: non dico che non apprezzo, ma ha un gusto che va acquisito, molto particolare”. Garrison ha poi avuto parole al miele per il Museo degli Strumenti Musicali Meccanici. “E’ una vera chicca: dirò a Peppe Vessicchio (altro maestro della scuola di “Amici” nonché ex direttore d’orchestra del Festival di Sanremo, ndr) di venirlo a visitare perché merita davvero”.

Un momento particolare è stato invece il convegno, organizzato domenica mattina, sulle prospettive del territorio verso l’Expo 2015: un convegno politico, legato però al commercio e all’economia locale. Dopo il saluto di Sacchini, l’onorevole Luciano Pizzetti ha precisato che “il ritorno dell’Expo dovrà essere valutato nel tempo, a lungo termine, perché è un investimento nel tempo, così come il progetto VenTo, che tanto servirebbe per la valorizzazione del fiume. Il Casalasco comunque non può presentarsi da solo all’Expo, anche perché uno spazio ridotto per un solo mese costa 2 milioni di euro tra affitto e gestione”.

Agostino Alloni, consigliere regionale, ha concordato con Pizzetti, introducendo in primis le novità della legge regionale per agevolare l’attività di impresa. “L’opportunità va concepita per tutto il territorio: ad esempio il Museo del Violino è tipicamente Cremonese, non ha nulla a che vedere con Cremasco e Casalasco, eppure può essere l’occasione per stringere e costruire alleanze. Sono attese 20 milioni di persone e occorre fare rete”.

Anche Mara Pesaro, dirigente per lo Sviluppo del Territorio della Provincia di Cremona, ha sostenuto lo stesso concetto. “Serve un coordinamento forte. La nostra provincia è difficilmente raggiungibile da Milano ed è piccola. Dobbiamo dunque trasmettere la suggestione del territorio, qualcosa per cui valga la pena visitarci, pensando a target e pacchetti turistici idonei, come il filone della musica o quello agroalimentare”.

Tra gli altri erano presenti il Gianmario Magni e Velleda Rivaroli, sindaco e assessore di Scandolara Ravara, Pierguido Asinari sindaco di San Giovanni in Croce, Carla Visioli, assessore di Casalmaggiore e Davide Persico, sindaco di San Daniele Po. Claudio Silla, primo cittadino di Casalmaggiore, ha dato conto del lavoro fatto nel Casalasco e spiegato che “non è possibile presentarsi da solo. Dobbiamo fare rete anche con le vicine Sabbioneta e Colorno, molto appetibili a livello turistico. L’Expo può contribuire al tentativo di salto di qualità del nostro territorio”.

In chiusura il lungo intervento di Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio Po: “Il GAL ha sostenuto vendita diretta, diversificazione e innovazione di filiera. Le principali iniziative connesse al supporto della vendita diretta sono state attivate nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale 2007-2013 (con i contributi alle aziende agricole che allestivano punti vendita diretti in azienda) e con il progetto Distretto di Economia Solidale DES favorendo il raccordo tra i produttori locali e le mense collettive (scolastiche, assistenziale, sanitarie, ristorazione aziendale in strutture pubbliche e private) a filiera corta anche con il superamento del sistema delle offerte al massimo ribasso, privilegiando i prodotti locali, la qualità e la salubrità”.

“Evoluzione del progetto DES” ha proseguito Torchio “è il percorso del territorio dell’Oglio Po nella definizione di un Distretto Agricolo basato sull’agricoltura biologica. Dopo i primi incontri, il GAL sta effettuando la prima fase: l’analisi del comparto riferito a circa 56 Comuni (uno studio preliminare ne aveva coinvolti 30). Sulla base dell’analisi, verrà realizzata la seconda fase, che prevede in questi giorni la realizzazione di incontri con i rappresentanti del mondo agricolo: Associazioni di categoria, Camere di Commercio, Province. In seguito a tali incontri, verranno realizzati gruppi di lavoro con le imprese (piccole e grandi), per proseguire nella definizione delle scelte chiave per la costituzione del Distretto (tipologia, modello di società di gestione, piano di distretto). In termini di sostegno alla diversificazione, il GAL promuove iniziative intersettoriali che coniughino l’eccellenza delle produzioni locali e la loro valorizzazione nei settori turistico e culturale, coinvolgendo partenariati pubblici e privati”.

Poi uno sguardo al futuro. “Il prossimo piano 2014-2020 (si chiamerà Piano di Azione Locale)” ha detto Torchio “può essere considerato come la terza tappa del percorso iniziato nel 2003: nella prima tappa, il territorio si era dato l’obiettivo di incrementare il valore ambientale dell’area in termini di sviluppo sostenibile; nella seconda, la finalità del piano di sviluppo puntava a un sistema rurale di qualità, fondato sul rapporto tra abitanti, agricoltura ed istituzioni locali; stiamo ora lavorando a definire quale sia il cambiamento necessario per la crescita socio economica dei prossimi 6 anni”.

Infine, sull’Expo. “Oltre alle sollecitazioni dal territorio, è fondamentale anche saper cogliere le opportunità per il territorio: pensando a EXPO 2015, viene spontaneo chiedersi come il Cremonese si prepara all’evento e con quali investimenti. Come GAL, dopo la firma, nei giorni scorsi,   del protocollo d’intesa alla Camera di Commercio, e’ seguita una prima riunione operativa che ha portato a confrontare il nostro approccio con quanto avviene a Brescia (2 milioni di di euro) ed a Piacenza (0,5 milioni). Il mio personale impegno è proseguire nell’opera di confronto con le aree attigue e rinnovare l’importanza di cordate miste pubblico private (e mi riferisco in particolare al settore bancario che dovrà, indipendentemente da EXPO, rinnovare la propria vocazione territoriale, non dimenticando che l’attuale dimensione è spesso figlia di presenze locali che reclamano attenzione e parità di trattamento con gli altri territori). Allo stesso modo penso al coinvolgimento  delle società multiutilities per la gestione dei servizi pubblici locali. Approccio di partecipazione e partenariato, dunque, per tutte le iniziative che vanno oltre il territorio per ribadirne, allo stesso tempo, la peculiarità di eccellenza e valore. A monte, è ovvio, la rapida messa in rete delle risorse necessarie alle infrastrutture”.

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