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Autostrada Cr-Mn,
Stradivaria non
convince ambientalisti

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Non ha convinto il comitato casalasco (e non solo) contro l’autostrada Cremona-Mantova l’incontro tenutosi giovedì scorso con i vertici di Stradivaria. Gli ambientalisti, in un comunicato firmato da Cesare Vacchelli del Coordinamento dei Comitati contro le autostrade CR-MN e TI-BRE e da Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia, spiegano in vari punti perché le posizioni sono ancora lontane. E lo fanno, come in passato, proponendo alternative riferite in particolare al trasporto su ferrovia.

“Il direttore di Stradivaria e di Centropadane, dott. Acerbi” si legge nel comunicato che riportiamo per intero “nell’audizione di giovedì scorso presso sala consiliare della Provincia di Mantova ha fatto emergere ulteriori contraddizioni sul progetto dell’autostrada Cr-Mn, rendendolo ancor meno credibile.

Sostenibilità economica

Acerbi ha dichiarato che la società è tenuta a  dimostrare la sostenibilità economica dell’opera solo dopo che la conferenza dei servizi avrà approvato il tracciato definitivo. Tuttavia, dagli uffici dell’assessorato delle infrastrutture della Regione Lombardia trapela la notizia (Vedi Mondopadano del 17/1/2014) che, prima di convocare la conferenza dei servizi, la regione chiede a Stradivaria di presentare un piano finanziario dettagliato.

Flussi di traffico

Eludendo la domanda del consigliere Tiana sul tema della moratoria, chiesta dai comitati, e sul contestuale aggiornamento del precedente studio sui flussi di traffico (che già ne sanciva l’inconsistenza) al fine di riesaminare la reale necessità di quest’opera così impattante, il direttore di Centropadane ha svelato l’esistenza di un loro studio che dimostrerebbe come il traffico sia in aumento. La notizia ha dell’incredibile e, in attesa di leggere questi dati, ci permettiamo di ricordare come i dati ufficiali dicano esattamente il contrario e cioè che i flussi di traffico sulla rete autostradale italiana continuano ad essere in netto e costante calo (nel 2012 sulla A/21 -7,2%), mentre nel piano economico-finanziario della Cr-Mn sono previsti sempre in crescita. E tutto ciò a fronte anche delle dichiarazioni del presidente stesso di Stradivaria, che, in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, dichiarò quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”.

Contributo regionale al progetto

Un altro motivo di censura che vogliamo esporre rispetto alla questione dei flussi di traffico è rappresentato dal meccanismo di restituzione, da parte del concessionario, del contributo di 108 milioni di euro  che la Regione Lombardia ha concesso, ai sensi dell’art.7 c.5 lett.a della legge regionale n.9/2001, per la realizzazione di tale opera.

Tale contributo è soggetto a restituzione  da parte del  concessionario al verificarsi delle condizioni di cui all’art.9 c.2 della legge regionale n.9/2001: “…Qualora dalla verifica del ciclo di esercizio si riscontri saldo positivo tra rientro da tariffa effettivo e rientro prefigurato nell’ambito del piano economico finanziario della concessione, lo stesso viene corrisposto dal concessionario alla Regione sino ad avvenuta restituzione dell’eventuale contribuzione da questa assicurata all’intervento…..”

Risulta evidente a questo punto che i flussi di traffico dichiarati, già di per sé inconsistenti e tali da non giustificare l’esigenza di realizzare tale infrastruttura, potrebbero essere stati sovrastimati al fine di non restituire alla Regione il contributo concesso in virtù del meccanismo sopra richiamato. Se questo fosse potrebbe configurarsi anche la necessità di segnalare tale fatto alla Corte dei Conti.

Decadenza

Quanto al tema della decadenza, rispetto al quale i comitati hanno inviato ad Ilspa apposita “Istanza di avvio del procedimento ex lege n.241/90 di decadenza del concessionario Stradivaria spa dell’autostrada Cr-Mn ai sensi dell’art. 36 della concessione”, il dott. Acerbi si è limitato a rispondere che la società Centropadane è solida indipendentemente dalle vicende legate al rinnovo della concessione della A21 (Pc-Bs) e che proprio in virtù di ciò può vantare un credito di circa 260 mln di euro come indennizzo di subentro.

Ci permettiamo di valutare tale argomentazione come alquanto debole poiché:

• nel bilancio al 31/12/2012 di Centropadane i debiti ammontano a oltre 240 mln di euro, con un utile di esercizio di soli 480.042,00 € ed un valore del patrimonio netto di circa 80 mln di euro. Questa la reale situazione della società fotografata a quella data!

• lo stesso d.g. di Ilspa, Rognoni, ha dichiarato che il vero problema della Cr-Mn è il nodo della concessione dell’A21, dalla cui gara Centro Padane è stata esclusa.

Tracciato autostradale nel mantovano e tangenziale di Mantova

Questo il tema più ampiamente trattato e dal quale è emerso che:

• il tracciato che verrà proposto in conferenza di servizio sarà quello uscito dalla VIA e che, in ordine alla richiesta dei sindaci mantovani di una sua modifica, sulla stessa si dovrà esprimere la Regione, tenuto conto che ciò comporterebbe sottoporre di nuovo il progetto alla valutazione di impatto ambientale con conseguente allungamento dei tempi”.

All’ultima parte del comunicato viene demandato lo spazio per la proposte e per nuovi attacchi sugli aumenti delle tariffe. “Il nostro giudizio è che con la realizzazione della tangenziale di Mantova si cerca di giustificare la nuova autostrada visto che la sua utilità sui 60 km di tratta non è dimostrabile. La nuova autostrada non deve essere l’occasione  per finanziare opere pubbliche che le ristrettezze finanziarie non consentono. Sia Mantova che Cremona hanno bisogno di servizi ferroviari migliori, non di autostrade. Le vicende di questi giorni sull’aumento ingiustificato dei pedaggi hanno messo a nudo che queste sono messe in programma dai concessionari per obiettivi  che non hanno nulla a che vedere con la pubblica utilità, in particolare due: rinnovare la concessione senza gara e aumentare le tariffe che, spennando gli automobilisti, assicurano extraprofitti alle concessionarie. Come nel caso appunto della Centropadane che ha la concessione scaduta dal 2011 ed ha aumentato le tariffe dell’8,01%, sette volte l’inflazione”.

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