Commenta

Microcredito, finanza
etica abbraccia
il comprensorio

microcredito-casalmaggiore-ev

Nella foto, la riunione in sala consiliare a Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – L’ispirazione del microcredito, come spiegato da Maria Luisa Manfredi dell’associazione Popoli in Dialogo, nasce lontano, dai villaggi del Bangladesh, da un’intuizione del premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, in località e tra popolazioni che fondano gli accordi, anche monetari, sulla parola. Tradurre il principio nella realtà finanziaria occidentale, significa collegarlo alle iniziative della banca etica: così il microcredito ha già trovato terreno fertile a Torre de’ Picenardi, nel territorio casalasco; così, il comune di Casalmaggiore prova ad allargare l’esperienza del microcredito all’intero comprensorio Oglio Po.

Diversi i sindaci di area casalasca (il ‘precursore’ torrigiano Mario Bazzani in primis) presenti sabato mattina nella sala consiliare casalese per la presentazione del progetto “Un Microcredito per l’Oglio Po”, tenuta dall’assessore al Bilancio Carla Visioli. Pochi ancora i primi cittadini di area viadanese a rispondere ad un invito che resta aperto ed offre una concreta possibilità di accesso al credito a persone costrette ad affrontare un’emergenza economica immediata senza avere la possibilità di chiedere soldi in banca. Non un semplice servizio sociale, bensì un prestito agevolato, che verrà concesso a chi avrà determinate caratteristiche reddituali e che, stante le dovute garanzie, saprà restituire il proprio piccolo debito.

“La filosofia – ha esordito l’assessore Visioli – verte sull’uso equo, morale e solidale del denaro, avendo come riferimento la persona. Il microcredito rappresenta una nuova cultura della finanza etica”. Una cultura che gli enti coinvolti vorrebbero attecchisse nel casalasco e oltre, attraverso un bando pubblico che assegnerà risorse fino all’esaurimento di un fondo di garanzia. I moduli per presentare domanda saranno disponibili presso il Centro Servizi al Cittadino del comune di Casalmaggiore e dovranno essere consegnati al Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali. Chi potrà chiedere di avere accesso al microcredito? Cittadini dell’Ue, o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, residenti nei comuni aderenti all’iniziativa: questo il primo requisito. Ad esso si uniscono specifiche legate al reddito (quello familiare non può superare i 30mila euro lordi) e all’impiego (serve avere un lavoro, o una pensione oppure ancora essere in mobilità). Fondamentale nel percorso d’istruttoria delle domande sarà il ruolo di garante del Consorzio Casalasco Servizi Sociali.

Le esperienze riuscite a Torre de’ Picenardi e nelle piccole comunità di immigrati che hanno adottato la formula del microcredito lasciano ben sperare nella riuscita dell’iniziativa. L’obiettivo, come precisato dall’assessore Visioli, è di coinvolgere tutti gli istituti di credito presenti sul territorio. Da 500 a 3000 euro le cifre dei prestiti, da sei mesi a tre anni il periodo di restituzione. “Per le banche non si registreranno perdite – specifica Maria Luisa Manfredi -. Ce lo insegnano le positive esperienze di microcredito già intraprese”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti