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Bar Italia gremito
all’ultimo aperitivo
ricordando la storia

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Nella foto un momento dell’aperitivo di saluto di lunedì sera

CASALMAGGIORE – I caffè di Brenno Pavesi e i bianchini o la Sambuca di Vito Scandiariato, giusto per restare a due fotogrammi, forse i più classici: per Casalmaggiore, e per almeno tre generazioni di casalesi, il Bar Italia di piazza Garibaldi non era soltanto un bar, ma un punto di ritrovo, quasi un luogo sacro al quale consacrare il weekend, la domenica pomeriggio, l’orario dell’aperitivo. Per qualcuno anche la colazione, magari.

Aperto, sotto il nome di Bar Italia, tra le fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, quel locale era sempre lì, in piazza Garibaldi, a fiancheggiare la Galleria Gorni, una delle anime del commercio casalesi, sorta di rifugio o semplice istituzione del centro cittadino. Lunedì sera il Bar Italia, dopo i 17 anni di gestione del compianto Vito Scandariato (morto soltanto lo scorso ottobre dopo una lunga malattia) e dopo oltre 40 anni di gestione made in Casalmaggiore, ha salutato tutti con un ultimo brindisi, un evento pubblicizzato (del quale vi avevamo parlato nelle scorse ore) da un titolo emblematico: “Si chiude un’epoca”.

Proprio così, perché un punto di riferimento della vita dei casalesi da stamattina ha le luci spente e le sedie posizionate sopra i tavolini: proprio oggi verrà siglato il passaggio di consegne e a Casalmaggiore c’è chi storce il naso (basterebbe leggere, ad esempio, qualche commento su Facebook…). Si sa infatti che i prossimi proprietari faranno capo ad un gruppo cinese: nulla di scandaloso né di razzista, ci mancherebbe, ma l’ormai cronica diffidenza da parte di chi, cresciuto lì dentro ad aperitivi, caffè e dialetto rigorosamente casalasco, si troverà facce nuove al di là del bancone, con le quali dovrà col tempo imparare a familiarizzare. Al momento non si conosce la data di riapertura del locale, ma a logica dovrebbe passare una decina di giorni.

Comunque la si metta è davvero una svolta epocale, oltre ad una decisione simbolica: pensate al bar del centro, aperto ormai da oltre quarant’anni, che si chiama Italia, appunto, e finisce in mani straniere. Specchio dei tempi che cambiano, con la certezza che per l’economia tricolore è un brutto colpo, anche se circoscritto alla piccola realtà di Casalmaggiore. Nel mentre lunedì sera il locale, ormai spoglio dei quadri che ne hanno accompagnato l’ultima gestione e della bacheca fotografica che rappresentava uno spaccato di storia cittadina, ha rievocato i bei tempi andati con una serata in musica (il deejay era Angelo Bassi) e con due canzoni molto note ai clienti abituali: “La prima cosa bella” di Nicola Di Bari, uno dei must del buon Vito e soprattutto “Bar Italia” di Ray Gelato, scoperta negli ultimissimi anni. Un saluto come si deve, dunque, completo di ricordi, aneddoti e foto con le bariste che per anni, assieme a Vito, hanno portato avanti il locale. Un funeral party all’americana…

Nei prossimi giorni il Bar Italia non cambierà forse nome e nemmeno insegne e magari potrà ritrovare anche il respiro che da un po’ di tempo mancava anche a livello commerciale. Però lunedì sera, all’ultimo aperitivo, con la presenza di campioni come Simone Raineri e Lucia Bacchi che qui passavano momenti di relax lontani dalle fatiche agonistiche, erano tanti a sospirare. Perché da martedì mattina, per quasi tutti, è già tempo di pensare al passato: ricordi che bello quando c’era ancora il Bar Italia?

Giovanni Gardani

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