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Viadana, Ferreri
contro l’impeachment:
“Ma Napolitano…”

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Nella foto Domenico Ferreri e il municipio di Viadana

VIADANA – Domenico Ferreri, consigliere comunale Udc di Viadana, demanda alla stampa il compito di rendere pubblico il discorso che lo stesso avrebbe dovuto leggere in consiglio lo scorso venerdì. L’intervento è invece saltato dopo la votazione che ha respinto la mozione di sfiducia al sindaco Giorgio Penazzi: il tema è inerente alla richiesta di impeachment del Movimento 5 Stelle a Roma verso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contro la quale il presidente del consiglio comunale Oselini ha chiesto tramite una mozione ad hoc di esprimere solidarietà al Capo dello Stato.

“Signor Presidente, Signor Sindaco, colleghi Consiglieri” si apre così lo scritto “pur condividendo la condanna per il linguaggio ingiurioso ed esecrabile con cui un parlamentare del Movimento 5 Stelle ha recentemente accompagnato le sue critiche all’operato del Presidente Napolitano, e, parimenti,  dissociandomi dall’iniziativa dello stesso Movimento di mettere in stato d’accusa il Capo dello Stato per attentato alla Costituzione, non concordo , tuttavia, con la mozione presentata dal Presidente del nostro Consiglio Comunale, poiché reputo che essa non giudichi con la necessaria obiettività l’intero operato dell’On. Napolitano, che in più occasioni (a titolo esemplificativo in questa sede mi limito a citare solo quanto avvenne in occasione del difficilissimo passaggio che diede vita al Governo Monti sul finire del 2011) lo ha visto rivestire più che il ruolo di arbitro quello di giocatore, o, meglio, di allenatore”.

“Nessuno” prosegue Ferreri “deve dimenticare che la nostra è una Repubblica parlamentare, non presidenziale e che la legittimità del potere legislativo-parlamentare risiede nella sovranità popolare, la quale si manifesta, innanzitutto, attraverso libere e democratiche elezioni; anche nei momenti più difficili e drammatici. Al Presidente Napolitano va, comunque, il rispetto non solo per la sua veneranda età e per l’abnegazione con cui svolge zelantemente il suo mandato,ma soprattutto perché, ricoprendo la massima magistratura del Paese, rappresenta l’unità della Nazione. Mi sia consentito, infine, di auspicare che il necessario e non più procrastinabile rinnovamento del Paese passi anche attraverso un appropriato ringiovanimento del personale politico, a tutti i livelli istituzionali, anche a quelli più elevati, Quirinale compreso”.

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