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Casalmaggiore Città
del Bijou: voto
unanime del Consiglio

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Nella foto, Paolo Zani in consiglio comunale

CASALMAGGIORE – Col voto unanime del consiglio comunale, lunedì 10 febbraio 2014 Casalmaggiore si è proclamata ‘Città del Bijou’. “Si realizza il sogno di Francesco Zaffanella”: le parole di Paolo Zani, pronunciate non senza un filo di commozione che ha velato il volto anche di Letizia Frigerio e Miro Lanzoni, curatrice l’una ‘amico’ l’altro di quell’unicum costituito dal Museo del Bijou che Zaffanella creò con lungimiranza nel 1986 recuperando materiale (e con esso memoria storica casalese) altrimenti dimenticato, hanno certificato “la chiusura del cerchio”, per dirla col sindaco Claudio Silla. “Nel 1882 Giulio Galluzzi realizzava la prima lastra di metallo placcato oro, in una bottega casalese – ha spiegato il primo cittadino -. Nel 1920 la creazione della ditta ‘Il Placcato’, divenuta poi società anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro”. Il patrimonio di materiali e persone che la storia di quella realtà industriale porta con sé, confluirono grazie al compianto Francesco Zaffanella nella collezione del Museo del Bijou, che dal 1996 ha sede in via Porzio e, come ripetuto più volte venerdì sera in consiglio comunale, rappresenta un esempio concreto di spazio espositivo ‘vivo’: più di 20mila pezzi prima salvati dall’oblio, poi ridonati all’originario splendore da una manciata di pionieri, quindi messi in mostra e resi protagonisti di una cultura del bijou che a Casalmaggiore poggia anche su iniziative didattiche, su laboratori.

Il sì di tutto il consiglio comunale, col plauso convinto dell’intero consesso cittadino, ha anticipato il giorno della proclamazione pubblica: l’8 marzo, festa della donna scelta non a caso, Casalmaggiore diverrà ‘Città del Bijou’ con una serie di iniziative che porteranno anche all’interno dell’attuale Fir Nidek, l’ex ‘fabbricone’ dove in origine si produceva l’oro matto ed oggi si realizzano motori per elettrodomestici industriali. A suggellare l’intitolazione, verrà installata un’opera di Brunivo Buttarelli sulla rotatoria ‘Diotti’: donata dal Lions Club, la scultura, un’enorme spilla, connoterà la città da pochi mesi unita indissolubilmente anche al canottaggio.

Un encomio all’impegno degli ‘Amici del Museo del Bijou’, di cui Paolo Zani è presidente, è arrivato da tutti i banchi del consiglio comunale. Oltre al sindaco Silla, che ha presentato in prima persona il punto aggiunto all’ordine del giorno, e all’assessore alla Cultura Ettore Gialdi, che ha plaudito alla passione documentaria e del lavoro di ricerca che caratterizza l’associazione, di potenzialità turistiche dell’iniziativa ha parlato il consigliere con delega al Turismo Enrico Valenti. Sull’importanza della cultura come “veicolo per rendere una persona autonoma” si è soffermato l’assessore ai Servizi Sociali Pierluigi Pasotto. Anche le minoranze si sono congratulate: Orlando Ferroni ha condiviso il significato dell’investimento; Filippo Bongiovanni ha auspicato l’apertura in via Porzio di una piccola bottega-laboratorio come fu quella di Galluzzi; Carlo Sante Gardani ha ringraziato le maestranze impegnate dall’Ottocento ad oggi al ‘fabbricone’. “Questo non è un traguardo”: ha precisato Silla. “Guardiamo al futuro”: ha proseguito Zani, perché “il bello del Museo del Bijou è che non sa di muffa, ma continua a proporre iniziative che lo mantengono vivo. Abbiamo iniziato questo percorso, trent’anni fa, pensando ad una piccola bacheca in Pro Loco. Pensate a cosa abbiamo combinato…”.

Simone Arrighi

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