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Orto sinergico casalese:
gettato il seme, presto
i primi frutti

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Nella foto, da sinistra: Simoni, Silla, Catellani, Barzoni e Torchio

CASALMAGGIORE – Gettare un seme per far germogliare una nuova esperienza solidale: questo l’obiettivo dell’orto sinergico che verrà realizzato a Casalmaggiore, in un terreno di duemila metri quadrati concesso dall’amministrazione comunale al gruppo Gasalasco Oglio Po. L’iniziativa, finanziata da un bando di Fondazione Cariplo che ha premiato il progetto giudicandolo tra i migliori a livello regionale, è stata presentata sabato a mezzogiorno in sala consiliare presso il municipio casalese. Presenti, Gian Carlo Simoni del gruppo Gasalasco, il sindaco Claudio Silla, Giuseppe Torchio presidente del Gal Oglio Po Terre d’Acqua (che appoggia l’iniziativa) e i partner viadanesi del progetto Alessandro Catellani e Primo Barzoni di Palm Work & Project.

“L’orto sinergico si fonda su alcuni principi: la riduzione dei rifiuti e il risparmio idrico su tutti. Elementi che ci hanno permesso di raggiungere il finanziamento di Fondazione Cariplo, grazie anche alla consulenza del Gal”: ha spiegato Simoni, che ha ringraziato in primis il comune di Casalmaggiore per la concessione del terreno, un appezzamento in zona Baslenga, non lontano dal cimitero di Vicobellignano. “Tra poche settimane, tempo permettendo, inizieremo la prima parte del progetto, che prevede la realizzazione dell’orto sinergico da parte dei soci del Gasalasco. L’intenzione è quella di tenere la porta aperta ad altri soggetti, con particolare attenzione alle famiglie con bambini”. E proprio ai piccoli sarà indirizzata una buona fetta dell’iniziativa: “Il 22 febbraio, nell’Aula Magna della scuola primaria Marconi, incontreremo bimbi e famiglie per un primo incontro pubblico sul progetto. Coinvolgeremo le classi della materna e delle elementari, vorremmo far provare ai giovani l’esperienza di coltivare un orto sinergico, attraverso laboratori e non solo”.

Cosa significhi però prendersi cura di un orto sinergico è presto detto: “La prima operazione è creare i bancali di terra, sui quali poi mettere uno strato di paglia. La paglia evita l’evaporazione dell’acqua e quindi un risparmio notevole in fatto di irrigazione, che nel caso degli orti sinergici avviene con impianti di gocciolamento”. Anche l’acqua avrà fonti precise: “Non verrà utilizzata quella contaminata dei fossi, bensì quelle piovana e dei pozzi, nello specifico collegheremo gli impianti alla rete idrica del cimitero col consenso del comune”. Altra caratteristica degli orti sinergici è il non utilizzo di prodotti chimici e di attrezzi: “il principio è quello della natura boschiva, che si autoalimenta”. “Semineremo sui bancali di terra piante di vario genere, che germoglieranno da fori praticati sullo strato di paglia. Raccoglieremo quanto nascerà”. Nessun filare del medesimo frutto: nello stesso bancale di terra potranno esserci prodotti ortofrutticoli diversi.

La seconda fase del progetto prevede la creazione dopo l’estate di un punto vendita, uno spaccio in cui verranno commercializzati anche i prodotti dei fornitori del gruppo di acquisto solidale casalasco. Gli arredi di questo spaccio saranno forniti da Palm Wrok & Project: “Lavoriamo materiale di recupero e a chilometro zero”, spiegano Catellani e Barzoni, della cooperativa di Buzzoletto, frazione di Viadana. “Abbiamo sposato l’iniziativa perché si basa su una filosofia simile alla nostra”. A proposito di sinergie, il progetto andrà a relazionarsi coi nascenti orti sociali: “Il punto d’incontro tra le due iniziative è l’indirizzo solidale, determinante nel contesto attuale”, specifica il sindaco Silla. “Il Gal – ha poi spiegato Torchio – sostiene da vicino questo progetto anche perché sensibile alla riduzione dei rifiuti, intesi come imballaggi di prodotti alimentari. Nella terza fase si parla poi di laboratori, di comunità, di cargobike, con una comunicazione simpatica che aiuta le persone ad avvicinarsi al progetto. Senza dimenticare che gli orti sinergici potranno essere inseriti nell’importante contesto dei distretto agroalimentare ‘bio’ da crearsi entro maggio in territorio Oglio Po”.

Il respiro più ampio dell’iniziativa vorrebbe coinvolgere, in futuro, altri gruppi, associazioni e società municipalizzate sensibili al tema del risparmio idrico (vedi Padania Acque) e della riduzione dei rifiuti (come Casalasca Servizi). Il seme, insomma, è stato gettato. Presto verranno raccolti i primi frutti.

Simone Arrighi

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