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Screening diabetico:
risultati preoccupanti
a Casalmaggiore

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Nella foto, il presidente assodiabetici Giuseppe Visioli

CASALMAGGIORE – Era il primo degli appuntamenti nato dall’Associazione Diabetici territorio Oglio Po con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, sezione di Casalmaggiore. Uno screening con prova glicemica in piazza Garibaldi, domenica mattina a partire dalle 7.30. La concomitanza col Mercato del Riuso non ha certo facilitato il compito dei volontari, ma alla fine 32 persone si sono prestate allo screening eseguito sull’unità mobile della Croce Rossa. Un esame veloce (una piccola puntura ad un dito con un ago per prelevare una goccia di sangue e lo stick letto da macchinette apposite). Il risultato, praticamente immediato. E sono stati i risultati a dare da riflettere. Perché di 32 esami sei sono risultati al di là delle soglie che separano la persona sana da quella a rischio diabetico, o già con diabete allo stadio iniziale. Un dato preoccupante ma che dimostra ancora una volta come la malattia sia in netta espansione. “Naturalmente – spiega il presidente dell’Associazione Diabetici Territorio Oglio Po Giuseppe Visioli – nessun allarmismo. Alle sei persone è stato solamente consigliato di fare ulteriori accertamenti per approfondire la questione e per fugare ogni dubbio”. Il diabete mellito è una malattia comune. Negli USA vengono  segnalati  ogni  anno  circa  200.000  nuovi  casi di  diabete  mellito  e  la  percentuale  della  popolazione mondiale affetta dalla malattia viene stimata intorno al 5%, con una lieve maggiore prevalenza nel sesso femminile (circa il 25% in più rispetto ai maschi). La prevalenza del diabete mellito in Italia è del 3%. Essa aumenta con l’età oscillando dallo 0,5% nelle fasce di età inferiore a 30 anni sino al 10% ed oltre al di sopra dei 65 anni. Circa il 90% della popolazione diabetica è affetta da diabete tipo 2, mentre solo una minoranza è affetta da diabete tipo 1. Il diabete di tipo 2 può essere curato tramite una più corretta alimentazione e spesso con l’ausilio di ipoglicemizzanti orali. Quello di tipo 2 invece richiede sempre la somministrazione per via itramuscolare di insulina. “Porteremo avanti grazie alla collaborazione della Croce Rossa gli screening in altri paesi. Il prossimo appuntamento – conclude Giuseppe Visioli – è il 23 marzo prossimo a Sabbioneta. E’ importante fare una diagnosi il più precoce possibile della malattia, per iniziarne subito eventualmente la cura”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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