Commenta

Unione a 5 comuni e
ultimatum di 10 giorni
a Martignana di Po

convegno-pipen-ev

I sindaci a convegno nel corso della Festa dal Pipén dello scorso gennaio: lì partì l’idea dell’unione a 5

TORRICELLA DEL PIZZO – Per unirsi hanno atteso parecchio, ora però ci danno dentro, tanto che anche nella mattinata di sabato 1 marzo si sono riuniti per mettere a punto l’unione a 5 che sta nascendo nel basso casalasco. A Torricella si sono trovati i 5 sindaci coinvolti: il padrone di casa Emanuel Sacchini, e con lui il consigliere di maggioranza Alberto Scaroni e di minoranza Cristina Fadani, il sindaco di Gussola Marino Chiesa accompagnato dall’assessore Mara Viola, quello di Scandolara Ravara Gianmario Magni accompagnato dall’assessore (nonché candidato alla successione) Velleda Rivaroli, di Motta Baluffi Giovanni Vacchelli e il vice di Cingia de’ Botti Giovanni Maccagnola.

Da parte di Marino Chiesa era partito l’invito a partecipare (all’incontro, e a lungo termine all’unione) al sindaco di Martignana Po Alessandro Gozzi, il quale prima di iniziare nel proprio comune il Consiglio (fissato per le ore 12) ha incontrato i colleghi. Come noto, Martignana è ancora sospesa fra tre ipotesi: l’unione con Gussola e Municipia, quella con Palvareta Nova e infine con Casalmaggiore, per la quale propendono le minoranze.

«Era fondamentale capire la situazione di Martignana – afferma Chiesa – per verificare il possibile accordo sul percorso da condividere. Vogliamo capire se Gozzi promuoverà un tentativo. Lui ha detto che nell’arco di una decina di giorni ci darà una risposta, dopo averne parlato coi consiglieri di maggioranza e di minoranza, sulla volontà di intraprendere questo percorso. Noi 5 poi siamo rimasti per proseguire nella costruzione della nuova unione».

In che direzione lo spiega il sindaco Sacchini: «Ci siamo dati dei tempi, formando due gruppi di lavoro che agiranno già dalla prossima settimana. Uno è politico e sarà composto da sindaci ed esponenti di maggioranza e di minoranza dei comuni, i quali si occuperanno di rivedere lo statuto. L’altro gruppo riunirà i segretari comunali e i responsabili dei vari settori per valutare la creazione dell’ufficio unico sul quale ricadrà la gestione dell’intero personale oggi in capo ai 5 comuni. Serve uno studio attento per comprendere la realtà, quali siano i responsabili e le funzioni oggi presenti, arrivare a tracciare un organigramma e definire il tutto nell’ottica di partire dal 1° gennaio 2015».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti