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Incendio alla Conchiglia
di Villa Pasquali. Sciacalli
rubano mille euro

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Nella fotogallery alcune immagini scattate a “La Conchiglia” dopo l’incendio

VILLA PASQUALI – Davanti alla porta d’ingresso del ristorante pizzeria “La Conchiglia”, punto di ritrovo oltre che locale gastronomico per la piccola frazione sabbionetana di Villa Pasquali, campeggia ora un cartello: “Siamo chiusi per incendio”. Un vero smacco per Stefano Vaccaro e per la sua famiglia, che dal 1974 gestisce il locale e mai, sottolinea, aveva subito una disavventura del genere.

Un grande incendio, infatti, si è propagata attorno alle 18.30 di mercoledì sera nella zona cucina e piano piano il fuoco è salito fino alla cappa, facendo esplodere anche una parte dell’aspiratore. Vaccaro sgombera subito il campo da equivoci: “Nulla di doloso” spiega “è stato soltanto un corto circuito della friggitrice. Noi eravamo nella stanza retrostante il ristorante e stavamo consumando la cena, attorno alle 18.30, come tutte le sere prima di entrare in servizio. Ad un certo punto mi sono accorto, osservando da uno specchio, che la friggitrice aveva preso fuoco”.

La corsa nella zona cucina è servita a poco: le fiamme sono partite da lì, dall’olio. Nulla a che vedere con i fornelli lasciati accesi “a pilota” (“come facciamo sempre” precisa Vaccaro) ossia con la fiamma molto bassa e non pericolosa. Ad essere intaccati anche altri strumenti da cucina, peraltro molto costosi, ovvero una seconda friggitrice (4mila euro di costo), una piastra per cucinare il pesce (valore 7mila euro) e un forno di ultima generazione costato 12mila euro. Un danno ingente, insomma, che sale ad oltre 25mila euro tenendo anche conto dei lavori di pulizia da effettuare a breve. Istintivamente, Vaccaro ha provato a fermare le fiamme con l’estintore. Ma il fuoco era troppo forte e la polvere uscita dall’estintore ha prodotto quasi l’effetto contrario, depositandosi a terra assieme alla fuliggine e alle fiamme che via via si rinvigorivano.

Fumo e fuoco sono saliti così dalla cappa, spaccando i filtri e portando anche all’esplosione, come detto, della aspiratore esterno, che si trova nella zona giardino del locale. “Abbiamo dovuto chiamare i Vigili del Fuoco perché l’incendio era troppo vasto: sono arrivati da Viadana in poco più di dieci minuti e piano piano sono riusciti a domare l’incendio. Dai loro calcoli pare che l’olio in quel momento abbia preso fuoco perché è salito subito dalla temperatura base fino a 350°C: uno sbalzo enorme e repentino, tanto è vero che le valvole di sicurezza, che in tre soglie a 120°C, a 150°C e a 180°C spengono automaticamente la friggitrice, non hanno avuto il tempo di scattare ed entrare in funzione”.

Vaccaro ha spalancato tutte le finestre, per fare uscire il fumo e il locale è stato messo in sicurezza: giovedì mattina, a parte il nero della fuliggine sui muri del locale, si respirava ancora l’acre odore del fumo, che è arrivato addirittura al piano di sopra, dove la famiglia che gestisce “La Conchiglia” abita. Ma la vera beffa è stata registrata poco dopo l’arrivo dei Vigili del Fuoco: “In un paesino piccolo è sempre così: basta un incendio e quasi tutta la popolazione si raduna a osservare. Sin qui nulla di strano, ma quando poi è tornata la normalità, mi sono accorto che qualcuno, nel trambusto e mentre eravamo intenti a spegnere l’incendio, ha fatto il furbo, aprendo la cassa e rubando un migliaio di euro di fondo cassa. Per fortuna siamo assicurati, ma è stato un vero e proprio atto di sciacallaggio”.

E i danni per il ristorante non sono finiti: “Avevamo molte prenotazioni, in particolare per l’8 marzo, Festa della Donna. Purtroppo però dovremo rimanere chiusi per un paio di settimane, per sistemare tutto e per acquistare nuovi strumenti da cucina. Non sappiamo nemmeno come avvisare tutti coloro che avevano prenotato: per questo abbiamo messo un biglietto fuori dal ristorante e facciamo affidamento ai media. Noi, nel mentre, proveremo a darne notizia anche su Facebook dal nostro profilo”.

Giovanni Gardani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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