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La “casetta” di
Toni Ligabue è
diventata un museo

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Nella foto, le immagini dell’inaugurazione

GUALTIERI (RE) – C’era la folla delle grandi occasioni lo scorso 8 marzo alla inaugurazione del museo “Antonio Ligabue”. C’erano i vecchi amici (all’epoca ragazzini “pestiferi” a caccia delle sue caramelle);c’erano i primi critici d’arte che hanno intuito il suo talento;c’erano gli amministratori pubblici della Bassa che da questo “rilancio di Toni” si attendono risultati (anche) in termini turistici. E c’era ,in testa a tutti, patron Giuseppe Caleffi, “inventore” del museo realizzato nella casetta che suo padre Celestino “barattò” con un quadro di Ligabue soccorrendo così il pittore nei suoi ultimi quattro anni di vita. Il regista Ezio Aldoni da Brescello (tra il pubblico il vice sindaco Andrea Setti) ha curato il progetto multimediale del museo, ricostruendo la storia di Toni con pannelli esplicativi ed allestendo una saletta-cinema per la proiezione dei film e documentari realizzati per Ligabue.Dagli anni Sessanta ai giorni nostri. L’inaugurazione è stata dedicata all’ostessa Cesarina, amore platonico di Toni.

Piccolo museo – Da sabato 8 marzo la vecchia dimora di “Toni il matto” è dunque a tutti gli effetti un piccolo museo. Una struttura semplice in cui, accanto alle “cose a lui più care” – il letto, la moto, i pennelli, il cavalletto in legno, la sveglia sul comodino, – si alternano i pannelli esplicativi in due lingue che raccontano la sua vita errabonda e tormentata. Dalla natia Zurigo agli argini del Po. E poi quadri,foto, ricordi ingialliti. “ Qui poche cose ma vere “ spiega Ezio Aldoni. E aggiunge: “E’ un percorso precostituito che riporta il visitatore a rivivere la sofferta vicenda umana di Ligabue ed a mettere in evidenza i suoi straordinari risultati artistici attraverso gli oggetti che gli sono appartenuti; cioè documenti, riproduzioni delle sue opere, quadri originali e molto materiale in gran parte inedito. Abbiamo anche preparato dei video che proietteremo nella saletta apposita per fare ascoltare la viva voce di chi l’ha conosciuto, i commenti dei critici, eccetera. Abbiamo fatto una lunga ricerca”. Visibilmente soddisfatto il patron Giuseppe Caleffi, “motore “del museo, testimone diretto delle vicende di Ligabue,coproduttore del film sulla vita dell’artista (voce narrante Alessandro Haber) atteso sul mercato nei prossimi mesi.

Il docu-film –Tra i video che saranno proiettati nella saletta-cinema – in questi giorni si può assistere allo storico documentario del regista Raffaele Andreassi realizzato nel 1961 e presentato al Festival di Cannes – ci sarà presto il docu-film del regista Ezio Aldoni. Un’opera di circa un’ora, un viaggio visivo attraverso i luoghi dell’infanzia e della adolescenza,da Zurigo a Gualtieri e Guastalla. Dice Aldoni. “Le testimonianze raccolte? Tante e di qualità.Cito Vittorio Sgarbi, gli editori Augusto Agosta Tota e Franco Maria Ricci. E poi l’attrice Pamela Villoresi che già recitava nel celebre sceneggiato Rai di Salvatore Nocita, tre puntate realizzate nel 1977, scritte da Cesare Zavattini e Arnaldo Bagnasco, magistralmente interpretate da Flavio Bucci. E c’è pure Beppe Carletti de I Nomadi; come si ricorderà nel 1991 I Nomadi hanno scritto ed interpretato la canzone “Dammi un bacio”, canzone dedicata a Toni. Cantava proprio l’indimenticato Augusto Daolio.

Il quadro inedito – Sorpresa al taglio del nastro: patron Caleffi ha presentato il quadro inedito “ritratto di Adolfo Buttarelli” dipinto nel 1949. Lo stesso Buttarelli, oggi 94enne, avrebbe dovuto presentarlo ma una “indisposizione” lo ha costretto al forfait. Ha spiegato al suo posto , Caleffi:”E’ talmente forte la linfa vitale trasfusa nel quadro che l’invecchiamento anagrafico e somatico diventa secondario E’ un ritratto di Dorian Gray fatto col pennello”.

Al’Expo con Ghizzardi – Il presidente del “Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue” (sede a Parma) è entusiasta del piccolo Museo: “Sì, a Gualtieri è stata fatta una cosa straordinaria. Si tratta di una operazione portata avanti con intelligenza ed amore per Toni. Una iniziativa lodevole che sarà seguita da molti visitatori. Anche perché Ligabue tra un anno sarà una stella All’Expo di Milano dove arriveranno 22 milioni di visitatori da tutto il mondo. Noi all’Expo 2015 presenteremo oltre 200 opere di Ligabue e l’immagine simbolo del pittore sarà il Leopardo dipinto nel 1955, un autentico capolavoro. Ma in questi giorni stiamo lavorando per mettergli accanto un altro grande artista della nostra terra cioè Pietro Ghizzardi (1906-1986). Il nostro Centro studi ha da poco presentato, in due volumi, la prima Catalogazione generale della sua vasta opera. Ghizzardi, con Ligabue e Bruno Rovesti, ha costituito a lungo la triade dei grandi maestri del naifismo padano”.

INFO – Museo Antonio Ligabue, Centro Culturale “Il Borgo”,via Giardino 27 , Gualtieri (RE) . cell.333/6546098 ; 0522-828439

Aperto tutti i giorni: 9.30- 12.30/15.00-19.00. Giorno di chiusura:martedi.

Chiuso il mese di agosto e dal 20 dicembre al 28 febbraio.
Mail: info@museoligabue.it/www museo ligabue.it

Enrico Pirondini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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