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Viadana, il Consiglio
perde i pezzi: si dimette
anche Simonetta Gialdi

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Nella foto, Simonetta Gialdi

VIADANA – Dopo Carmine Tipaldi, un altro membro del consiglio comunale di Viadana rassegna le proprie dimissioni. Si tratta di Simonetta Gialdi consigliere della Lista Civica Portanuova, gruppo che “non riconosce più questo Sindaco (Giorgio Penazzi, ndr) e questa Giunta come legittimati a rappresentare un Consiglio Comunale privato di potere decisionale e non pienamente tutelato nella sua limpida integrità, dichiarando che chiunque deciderà di subentrare tra i banchi consiliari lo farà esclusivamente a titolo personale senza rappresentare la Lista Civica Portanuova con i propri atti e le proprie decisioni”. Con una lettera al comune di Viadana, Gialdi ha rassegnato dimissioni irrevocabili e espresso tutto il suo sdegno per “la spudoratezza con cui un pezzo del PD locale cerca di trascinare nel fango altre persone e forze politiche nel vano tentativo di apparire immune da responsabilità politiche, non avrebbe bisogno di commenti”.

“Un pezzo di PD – riporta la missiva – che ha smarrito la bussola del buon senso e della buona politica, dove i voti di taluni sembrano aver più valore e considerazione delle idee e competenze di altri e dove ci si meraviglia dei silenzi altrui e non di chi, fra loro, ha dato origine al caos politico e di chi, pur avvisato per tempo, non ha controllato ma ha querelato ritenendo giusto che un proprio assessore resti al suo posto a rappresentare l’onore della città dopo aver restituito la tessera per difendere l’onore del partito, accettando il criterio adottato dal Sindaco dei “due pesi e due misure” nei confronti di propri referenti istituzionali (Sartori e Perteghella  rispetto a Tipaldi). Un pezzo di PD che non chiede le dimissioni al diretto interessato (anche solo per ragioni di opportunità politica e di rispetto delle istituzioni) ma le pretende da consiglieri di altre forze politiche, completamente estranee ai fatti, facendo propria la tesi che i voti, in democrazia, sembrerebbero essere di “proprietà privata” di chi li ha presi e non più conseguenza di un lavoro collettivo attorno ad una linea politica o ad un progetto per il bene della collettività”.

“Crediamo – prosegue la lettera – che nemmeno varrebbe la pena ricordare, a questi “professionisti” di una diversa politica, il valore personale, intellettuale e etico delle persone a cui viene chiesto di dimettersi o farsi da parte le quali, dentro la Civica Portanuova e per semplice spirito di servizio senza mai barattare ruoli o soppesare voti, lo hanno ampiamente dimostrato nei fatti, con la coerenza delle idee e mai con il pallottoliere in mano. Chi è rimasto fedele sino all’ultimo ai principi e ai progetti di Portanuova non ha nulla da nascondere né di cui vergognarsi a differenza di chi, invece, ha deciso, ad esito elettorale noto, di intraprendere strade diverse portando in dote voti (sempre definitivi come “propri”) e ottenendo in cambio una promessa di incarico pubblico e di potere (poi ottenuta e mai avuto prima) che ha tenuto stretto sino all’ultimo (nonostante  le sfiducie consiliari, le sollecitazioni di buona parte del suo partito e le notizie rilevate dalla stampa locale) sino alla inevitabile resa delle ultime ore”.

I componenti della Lista Civica Portanova si dichiarano “sconcertati dall’intransigenza di chi non ha mai sentito il dovere istituzionale di maggiormente tutelare in primis l’integrità e l’estraneità delle istituzioni pubbliche locali rispetto a quelle personali (divenute comunque motivo di imbarazzo e di inopportunità senza per questo sentenziare condanne preventive o preconcette)”, motivo per cui il gruppo “ritiene che non vi siano più le condizioni politiche e morali per considerare l’attuale Giunta Comunale come pienamente rappresentativa del pensiero e del volere della stragrande maggioranza del Consiglio Comunale e dei cittadini viadanesi. Valutazione rafforzata anche dalla decisione di Sindaco e Giunta Comunale di disattendere diverse delibere Consiliari (votate a stragrande maggioranza) vanificando il ruolo democratico del Consiglio Comunale e arrogandosi un potere decisionale che contrasta con le leggi, con la Costituzione Italiana e con il concetto di democrazia partecipativa condivisa da buona parte delle forze politiche locali, dai movimenti e dai comitati territoriali”.

Per tutto questo la Lista Civica Portanuova ha deciso “di prendere le distanze da questa che si manifesta come ‘brutta politica’, avallata da un pezzo di PD arrogante e irrispettoso che ha smesso da tempo di sognare e progettare per cimentarsi nell’alchimia e nell’aritmetica politica, in attesa che venga definitivamente ripudiata da chi, giustamente e dentro il PD, ha deciso di ritornare alla politica “dei sogni e dei progetti per il bene comune” prendendo atto dell’impossibilità di poterlo fare con questo Sindaco e con questa Giunta. Sorprendenti le Sue pubbliche dichiarazioni odierne con le quali esprime nostalgia per l’assenza di Portanuova nella compagine amministrativa senza mai aver sconfessato, altrettanto pubblicamente, quel penoso e offensivo volantino dal titolo “Simonetta Gialdi Vergognati” a firma del gruppo consiliare PD di cui faceva parte.

La Lista Civica Portanuova, attraverso le dimissioni irrevocabili di Simonetta Gialdi, “non riconosce più questo Sindaco e questa Giunta come legittimati a rappresentare un Consiglio Comunale privato di potere decisionale e non pienamente tutelato nella sua limpida integrità, dichiarando che chiunque deciderà di subentrare tra i banchi consiliari lo farà esclusivamente a titolo personale senza rappresentare la Lista Civica Portanuova con i propri atti e le proprie decisioni. Decisione convinta invitando venga valutata anche dagli altri consiglieri comunali con la consapevolezza che la difesa della legalità, dentro e fuori le istituzioni e dentro e fuori la politica, abbia un’unica strada maestra e una sola etica morale, ben lontane da ciò che sta succedendo a Viadana”.

“La nebbia fitta – chiosa la lettera -, che ha avvolto il palazzo e che sta facendo a pezzi una forza politica altrove determinante per politiche di buona amministrazione, è ora che si diradi, aprendo le finestre  e ridando la parola ai cittadini Viadanesi”.

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