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Artoni al Diotti,
luce Seicentesca e
particolari fiamminghi

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Nella foto l’inaugurazione della mostra

CASALMAGGIORE – “Il magistero della pittura” è un percorso di luce Seicentesca e dal particolarismo fiammingo tra le opere dell’artista casalese Adriano Artoni. Una “ricerca delle perfezione” per dirla col pittore, che allo studio del dettaglio di un soggetto povero come le nature morte ha dedicato quarant’anni di passione.

“Non è un artista della domenica – ha spiegato il curatore della mostra Valter Rosa -. Siamo di fronte ad un lavoro serio”. Nato a Casalmaggiore nel 1950, Adriano Artoni ha messo a disposizione del Museo Diotti di via Formis una serie di opere che non hanno bisogno di titoli e firme: “Il pittore è nei quadri”, precisa il pittore durante l’inaugurazione dell’esposizione che resterà aperta sino al 25 aprile. “In questo percorso c’è tutta il mio piacere di dipingere. Invito lo spettatore della mostra ad avvicinarsi ai quadri, a cogliere i più piccoli particolari”. La prima natura morta di Artoni esposta al Diotti risale a 15 anni fa.

E’ l’unica su tela: un quadro dalla tecnica classica, dalle linee morbide. L’ultima è una mezza mela, in un cesto poggiato su di un “altarino laico” (Valter Rosa dixit), una tovaglia bianca e null’altro: “Non si tratta di un ‘memento mori’ – ha precisato l’autore – bensì del piacere estetico di rendere un’idea di pittura con poco”. La cura quasi maniacale del dettaglio è sintomo di “un lavoro assiduo, continuo, che non conosce soste da quarant’anni”: così Artoni. “E’ una pittura d’altri tempi”, ha chiosato Valter Rosa. Una pittura che per oltre un mese potrà essere apprezzata al Museo Diotti di Casalmaggiore, dopo l’inaugurazione di sabato 22 alla presenza del sindaco Claudio Silla e dell’assessore alla Cultura Ettore Gialdi.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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