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Emergenza profughi:
“Il Comune non è
in grado di ospitarli”

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Nella foto, alcuni dei profughi già accolti a Cremona e il sindaco casalese Claudio Silla

CASALMAGGIORE – Emergenza profughi a Cremona: nella serata di giovedì è atteso l’arrivo di altri cinquanta immigrati e vista l’urgenza è stata convocata in mattinata una riunione in Prefettura del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. Il summit ha deciso di collocare ventisei rifugiati presso la Casa dell’Accoglienza di Cremona, che già ospita una quarantina di profughi. I restanti, circa la metà, dovranno essere indirizzati altrove ed è per questo che dagli uffici del Prefetto Paola Picciafuochi, mercoledì, sono partite telefonate per sondare il terreno provinciale: da Casalmaggiore è arrivato parere negativo del sindaco Claudio Silla per quanto concerne le strutture pubbliche. “Sono stato contattato direttamente – spiega il primo cittadino casalese – e facendo le dovute valutazioni, come Comune, abbiamo convenuto che non vi siano a Casalmaggiore le condizioni per rispondere a questo tipo di emergenza”.

Dopo il no deciso dell’amministrazione comunale di Viadana, arrivato circa un mese fa alla richiesta del Prefetto di Mantova Carla Cincarilli, anche il capoluogo casalasco deve rispondere picche. “Abbiamo a Casalmaggiore un centro Caritas già inserito in rete”: precisa Silla. E proprio lì, alla Casa dell’Accoglienza casalese, verranno indirizzati cinque dei cinquanta profughi in arrivo a Cremona. Per i restanti, “l’amministrazione comunale non ha le possibilità di mettere a disposizione strutture adeguate. Non vedo margini di manovra per farsi carico di un’emergenza reale e drammatica come quella dei rifugiati”. Il sondaggio della Prefettura di Cremona è stato dunque propedeutico alla riunione operativa di giovedì mattina, tenutasi all’ombra del Torrazzo. “Le grandi città – chiosa Silla – sono più in grado di affrontare questa emergenza, avendo maggiori capacità organizzative e ricettive. A Casalmaggiore si verrebbe a creare una situazione di notevole disagio”.

Oltre al sindaco di Casalmaggiore, che ha dato parere negativo sugli edifici pubblici, sono stati contattati anche i titolari di strutture ricettive private presenti sul territorio: alberghi, bed and breakfast e altro. Al momento nessuno sembra aver accettato di accogliere alcuni dei profughi attesi in serata a Cremona.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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