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Moto, musica, fibbie
e centauri: l’animo rock
del Museo del Bijou

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Nella foto, presenti, artisti e organizzatori della mostra

CASALMAGGIORE – Il Museo del Bijou di Casalmaggiore ha svelato sabato pomeriggio una spiccata propensione rock, con tanto di musica, fibbie e centauri. Dal Motoraduno Angelo Bergamonti di Gussola sono arrivati a decine per l’inaugurazione della mostra “Argento… uno stile di vita”, dell’artista milanese Claudio Calestani, persona legata a doppio filo a Casalmaggiore e al luogo stesso che accoglie l’esposizione. Il nonno, Lucedio, fu infatti uno dei fondatori della Società Federale Orefici, a cui il Museo del Bijou deve molti dei suoi gioielli. Il papà di Claudio Calestani, Giugurta, dal casalasco partì alla conquista del mercato milanese. Dal padre al figlio, Milano è la città in cui l’artista ha aperto e avviato la sua attività. Calestani produce pezzi unici, con la tecnica della “cera persa”: anelli, fibbie, bracciali, monili che gli appassionati di moto e di musica rock indossano spesso e volentieri.

“L’idea di questa mostra risale ad un anno fa e siamo felici di aver portato a Casalmaggiore l’unico erede di uno dei fondatori della Società Federale Orefici”: ha introdotto Letizia Frigerio, conservatrice del Museo del Bijou e organizzatrice dell’esposizione. A dare il bentornato in terra d’origine a Claudio Calestani, l’assessore ai Servizi Sociali Pierluigi Pasotto, per Frigerio “il più rock della Giunta comunale”. E’ intervenuto anche il presidente dell’associazione Amici del Museo del Bijou, Paolo Zani, definitosi più barocco dei tanti presenti e soddisfatto per la presenza in città di un artista la cui famiglia ha avviato la tradizione del bijou a Casalmaggiore: “A differenza di quanto fa Calestani, all’epoca delle Fabbriche Riunite si produceva in serie. Ma era pur sempre una produzione di qualità”. L’autore delle opere in mostra ha poi ringraziato i presenti e dopo di lui un altro Calestani, anch’egli Claudio di nome e cugino dell’omonimo, ha alzato i decibel dell’inaugurazione con un po’ di musica e presentato la sua creazione: la rappresentazione di una moto su lastre di vetro, installata all’ingresso della mostra che resterà aperta sino al 2 giugno presso la Sala Zaffanella del Museo del Bijou.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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