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Viadana, Penazzi
va sotto sul bilancio
Arriva il commissario?

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Nella foto d’archivio una seduta del consiglio comunale

VIADANA – Il giorno “x” tante volte scongiurato sembra alla fine essere arrivato: la data di mercoledì 30 aprile 2014 potrebbe infatti essere ricordata come il giorno della caduta della giunta con a capo il sindaco Giorgio Penazzi e come il possibile inizio del tanto temuto commissariamento per Viadana.

Di fatto, da qui alle nuove elezioni, che non si terranno prima del 2015 (in anticipo di un anno circa sulla naturale scadenza del mandato), Viadana rischia di passare in mano al commissario prefettizio, come avviene per legge nel caso in cui il sindaco rassegni le sue dimissioni oppure non goda più di una maggioranza in consiglio comunale che gli consenta di governare. Difficilissimo, in questo momento, vedere altre strade dopo il voto di mercoledì sera che ha di fatto sfiduciato Penazzi su un tema tanto caldo come quello del bilancio.

Che la giornata fosse iniziata sotto i peggiori auspici per il consiglio viadanese era stato evidente da subito: le dimissioni del presidente del consiglio Gabriele Oselini (al suo posto come consigliere subentra Gianni Trombini: già, ma per quanto?) e del suo vice Giovanni Cavatorta (che però si è dimesso solo dal ruolo, non da consigliere) avevano tolto altre due caselle di un puzzle che via via è andato sgretolandosi. Poche settimane fa, infatti, il consesso aveva subito le perdite dell’assessore Carmine Tipaldi e del consigliere di minoranza Simonetta Gialdi. Certo però Penazzi sperava comunque di poter portare al voto (favorevole) il bilancio, dopo avere superato qualche inghippo burocratico di troppo.

L’aria però si è fatta subito pesante, quando Penazzi, vista l’eccezionalità dell’evento, ha proposto una riunione tra capigruppo prima del via del consiglio, vedendosi però respinta la richiesta: a presiedere il consiglio è stato Perteghella per la prima e, a questo punto occorre dirlo, forse unica volta. La votazione sul bilancio consuntivo 2013 ha poi svelato le carte: l’intero gruppo consiliare Pd, ad eccezione della fedelissima Cesarina Baracca, ha votato contro il documento proposto dalla giunta, con Paolo Zanazzi, altre volte decisivo per salvare in extremis la giunta, che ha parlato di una decisione “che non è più possibile rimandare, in nome della nostra dignità di consiglieri comunali”. Non solo: si è svelato anche un altarino, ossia quello di un colloquio tenutosi tra il sindaco e Zanazzi il 24 aprile, in cui il Pd avrebbe avanzato richieste – in particolare in merito alla Cittadella della Salute, da spostare, secondo i democratici, in zona Gerbolina – che evidentemente non hanno ottenuto risposta.

A questo punto, senza più una maggioranza certa e dopo mesi di instabilità la palla e la parola passano al prefetto che probabilmente nominerà a breve un commissario che porterà Viadana, in ordinaria amministrazione, fino alle prossime elezioni, presumibilmente da fissare per la primavera 2015 (il mandato dei cinque anni scadrebbe a maggio 2016). Presto per parlare con certezza e dare l’ufficialità ma i casi verificatisi altrove in tutta Italia lasciano poco adito ad altre soluzioni e non consentono molte alternative fantasiose.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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