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Polo Romani a teatro
per capire la cultura
della sicurezza stradale

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Nella foto un momento della mattinata al Teatro Comunale

CASALMAGGIORE – Gli studenti del Polo Scolastico Romani di Casalmaggiore hanno affollato il Teatro Comunale di Casalmaggiore per “fare cultura”. Una cultura, come è stato detto, che non si trova sui libri di testo o nella letteratura italiana, ma che si ricerca nel buon senso e nella prudenza sulla strada. Di fatto, una cultura civica in senso pieno.

Un incontro organizzato in collaborazione tra amministrazione, polizia locale, Polo Romani e Lions Casalmaggiore, ma soprattutto tenuto da esperti nel settore della prevenzione stradale, ossia lo psicologo Diego Chembri e il direttore del progetto Noi Sicuri Paolo Goglio. Sono intervenuti sul palco anche il comandante della polizia locale Silvio Biffi e il presidente del Lions Roberto Asinari. Di fatto si è trattato di una mattinata pensata da tempo, ossia da quando è stato deciso di installare, lungo l’Asolana, i famosi Velo Ok nell’occhio del ciclone: nella cifra concordata per l’acquisto dei dissuasori, infatti, erano stati inseriti anche questi incontri di formazione specifici per i giovani. I ragazzi del Romani sono dunque arrivati preparati grazie all’ausilio di lezioni in classe tenute dallo stesso psicologo, che da anni collabora con l’azienda bresciana: gli stessi studenti hanno dovuto compilare un questionario, che è stato analizzato nelle scorse settimane. I migliori lavori sono stati premiati proprio durante la mattinata a teatro.

A risaltare, oltre ai concetti ovvi di prudenza e concentrazione alla guida, tramite esperimenti pratici molto calzanti, è stato anche il fatto che gli incidenti non sono quasi mai, come si sente spesso dire, causa della fatalità. L’attenzione massima infatti può arrivare a neutralizzare, è stato chiarito, anche eventuali colpe o mancanze altrui. Toccante la testimonianza, mandata in onda su un maxi schermo appositamente allestito, di un ragazzo milanese che a 23 anni è rimasto su una sedia a rotelle, essendo caduto dentro una buca per lavori in corso non segnalata: un danno enorme nonostante il giovane viaggiasse soltanto ai 50 all’ora sulla sua moto. “Ma io non mi sono attaccato alla sfortuna o al caso” raccontava il 23enne nella video-intervista “perché forse non sono stato abbastanza attento ad eventuali ostacoli anche non segnalati, al cosiddetto imprevisto”.

Accolti e salutati dal sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla e dalla dirigente scolastica del Romani Antonella Maccagni, i ragazzi hanno poi seguito con interesse la lezione di Goglio, il quale, tramite l’utilizzo di grafici e diagrammi (e molte percentuali, che rendono bene l’idea del fenomeno e della piaga degli incidenti stradali), ha chiarito che il circolo virtuoso deve partire da una cultura della sicurezza, dalla comunicazione tramite i media, da una normativa precisa in chiave sicurezza e dalle metodologie di dissuasione e controllo (come i Velo Ok, ha detto Goglio): tutti ingranaggi che hanno il proprio perno nel “gioco di squadra” con gli enti locali.

Particolarmente riuscito l’esperimento sulla “concentrazione”: è stato proiettato un video in cui alcuni ragazzi si passavano un pallone da basket. Gli studenti in platea e sui palchetti dovevano contare il numero di passaggi: solo una percentuale del 30% circa si è accorta, mentre il video scorreva, che in scena nella stessa registrazione era entrato uno strano personaggio camuffato da gorilla. “Questa è la riprova che, se ci concentriamo solo su un aspetto, rischiamo di essere distratti su un altro: ponete caso che l’attenzione ai passaggi del pallone fosse il vostro cellulare, mentre eravate alla guida; il gorilla invece è un pedone che sta attraversando: solo pochi di voi l’hanno visto, o meglio l’hanno percepito”.

Preoccupanti i numeri snocciolati: negli ultimi dieci anni in Italia, è stato spiegato, hanno perso la vita oltre 60mila persone, con 600 vittime sotto i 14 anni. L’incidente stradale rappresenta per gli under 18 il 50% delle cause di mortalità, mentre è la principale causa di morte anche tra gli under 40. Ogni anno, a parte i morti, si registrano 250mila feriti e 20mila invalidi permanenti. Numeri che hanno spinto Goglio a paragonare la strada a una lotteria, dove però a differenza dei “Gratta e Vinci” si può solo perdere qualcosa. “Parliamo di “premi” diretti e indiretti” ha spiegato Goglio “. Quelli diretti sono la morte, l’invalidità, il ferimento, il danno al mezzo; quelli indiretti sono quelli legati alla parentela o all’amicizia, o alla responsabilità: pensate che 10 persone al giorno muoiono sulla strada e 100 al giorno sono parenti di quella persona, 200 circa gli amici, oltre 200 i responsabili, in qualche modo, della tragedia”.

Nel corso di un anno appena, circa il 6% della popolazione può ritenersi toccata da incidenti gravi. Nel corso di un’esistenza che superi gli 80 anni, il 41% di chi ha subito un incidente ha la vita completamente stravolta. “E il problema” ha spiegato Goglio “è che dai dati Istat emerge una colpa che nel 94,7% dei casi è del guidatori e solo nel 5,3% dei casi è delle infrastrutture, delle strade, della segnaletica sbagliata. Nel 32,8% dei casi l’incidentalità è dovuta alla distrazione alla guida, in varie forme”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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