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Etica e medicina,
al Rotary relaziona
Ottavio Di Stefano

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Nella foto un momento della serata

SOLAROLO RAINERIO – “Etica e medicina”, tema decisamente attuale oltre che universale, è l’argomento della conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po alla Clochette. Di rango il relatore, il dottor Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia e membro della Commissione Etica Ospedali Civili di Brescia, che tra l’altro era fresco reduce da un intervento in Parlamento sul noto caso Stamina.

Con lui al fianco del presidente Leonardo Stringhini anche lo psicologo rotariano Nedo Brunelli. Il dottor Di Stefano ha svolto una relazione che in estrema sintesi ha percorso le varie epoche della medicina e del rapporto con l’etica. Il termine bioetica fu inventato nel 1971 da Potter, come la specializzazione degli interventi dell’uomo sull’uomo in medicina e chirurgia. L’insegnamento di Ippocrate resta un pilastro, perseguire la difesa della vita e il sollievo dalla sofferenza è uno scrupolo per tutti i medici, mentre il codice di deontologia medica è “la nostra Costituzione”. Nella storia, dopo il medico ippocratico che esercita il potere sul paziente, ecco nel Novecento il consenso informato (1964, dichiarazione di Helsinki). Il paternalismo medico sembra svanito, così come l’illusione con la bugia, nel XX secolo si sposta la titolarità del diritto alla salute. Oggi l’anziano ha spesso tanti farmaci, e sta al medico individuare le priorità: tra il rischio infarto e il dolore al ginocchio si privilegia il primo, ma spesso si potrebbe fare il contrario. Negli anni Novanta nascono i comitati etici indipendenti, ecco lo scontro tra la bioetica cattolica (sacralità della vita) e laica (qualità della vita). L’avanzamento biotecnologico è infinito? Può essere, o almeno non è prevedibile.

Oggi passa il concetto che la medicina cura e guarisce tutto, niente di più falso, ma da qui parte il gran numero di denunce, e del conseguente timore dei medici che ha effetti deleteri. La redistribuzione delle competenze ha portato il paziente al centro, “e quando la candela si spegne?”, domanda Di Stefano. Vivere fino a quando? è la provocazione finale, con un aneddoto commovente, di un anziano curato con costosissime cure sino alla nascita del nipotino, che ha provocato grande felicità e la serenità di dire basta così.

Al termine, con le domande dei soci, non si poteva evitare di tornare sul caso Stamina. «L’informazione sbaglia: non è mai stata fatta sperimentazione. Pochi in Italia sono in grado di capire il tema, i medici di Brescia prima erano indagati perché applicavano il trattamento Stamina, poi denunciati per averlo interrotto. Medici costretti a proseguire a forza di decreti e sentenze. Per la prima volta il ruolo del medico viene messo in discussione, mentre non dovrebbe avere condizionamenti. Se la terapia dipende dalla sentenza di un giudice è la fine del nostro mestiere. Un medico poi ha anche diritto a cambiare idea, anzi, fermarsi quando una cosa non funziona è atteggiamento nobile».

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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