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Ial Viadana, quando
la cucina vegana
conquista la giuria

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Nella foto gli studenti con il piatto vincente

VIADANA – Se i giovani d’oggi seguissero le orme dei loro coetanei che frequentano lo Ial di Viadana, probabilmente abbandonerebbero per sempre hamburgher e fish and chips. L’Istituto professionale di via Garibaldi ogni anno infatti sforna fior di cuochi in erba che in gergo si definiscono “operatori della ristorazione”.

Mercoledì mattina una ventina di loro hanno dato ampia conferma del livello raggiunto, proponendo in una saletta della scuola una serie di primi piatti, tutti basati sulla cucina vegana. Un settore particolare dove c’era il rischio autentico di far storcere il naso ai componenti della giuria, composta da giornalisti e docenti tra cui l’insegnante di etica sociale Dario Anzola. Diversi gli elementi di giudizio presi in considerazione: dal sapore alla correlazione con il titolo del piatto alla presentazione.

Grazie proprio a quest’ultima caratteristica ad ottenere il maggior punteggio è stata la “Calamarata con pesto di olive e pomodorini” (ma in realtà si trattava di un piatto a base di pasta e il termine “calamarata” indicava solo la forma simile al calamaro) creata da Mirko Fortunato, Giosuè Barba e Jagit Kaur. A loro il preside della scuola Claudio Beccari ha assegnato una divisa nuova di zecca, che potranno ritirare nei prossimi giorni. A conferma di quanto elevato e praticamente uniforme fosse il livello delle proposte, tutte prive di ingredienti da prodotti animali e loro derivati, basti ricordare che lo scarto tra il primo piatto e i due successivi era di un punto o due al massimo. All’iniziativa hanno partecipato anche le docenti Dina Bonesi, Elide Trentini, il coordinatore Lino Giacomoli, lo chef  insegnante Felice Bacchi oltre al presidente provinciale dei cuochi mantovani Lucillo Soncini.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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