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Il pianista casalese
Martani nel Requiem
per cardinal Martini

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Nella foto Milo Martani e il Duomo di Milano

CASALMAGGIORE/MILANO – Una serata prestigiosa, in ricordo di una figura di spicco del panorama ecclesiastico italiano: mercoledì sera la preziosa cornice del Duomo di Milano ospiterà infatti la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. E in tal senso non poteva mancare un pianista preparato ed esperto proprio del grande maestro di Busseto come Milo Martani, casalese doc che insegna pianoforte a tanti talenti in erba dell’Estudiantina e che, pochi mesi fa, ha dato spettacolo, sempre riprendendo il repertorio di Verdi, al Teatro Comunale di Casalmaggiore.

La Messa da Requiem (inizio alle ore 20.30) mira a ricordare la figura di Carlo Maria Martini, cardinale di Milano, che la Veneranda Fabbrica del Duomo milanese ha voluto ricordare come “Uomo di Pace”, all’interno di una serie di iniziative partite all’inizio di luglio e che si concluderà domenica con la Giornata della Carità promossa da Papa Francesco. “Carlo Maria Martini, toccato dal segno della tolleranza e della condivisione” si legge nella nota della Veneranda Fabbrica “si spese per la vita nella propria missione di guida e di pastore, superando ogni barriera religiosa e culturale, aiutando il prossimo a comprendere l’importanza del donarsi agli altri nell’ascolto. Quante pagine si potrebbero scrivere sulla sua Cattedra? Il lungo dialogo di Martini tra le volte gotiche del Duomo, in profonda sintonia con la società, durato tanti anni, resta inalterato ancora oggi. Se la sua presenza fisica è venuta mancare, la sua parola continua a rappresentare un vivo richiamo di forza e di speranza”.

L’«uomo della pace» sarà ricordato dunque con l’esecuzione in Duomo della trascrizione realizzata da Angela Montemurro per due pianoforti e voci della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, composta nel 1874. Nel Requiem, il grande maestro, attraverso i propri strumenti di vita, d’arte e di cui dispone alla sua età, con la propria esperienza, esprime un tormento creativo travolgente. “La musica di Verdi sulla pianola dell’ambulante” si legge negli appunti critici sul sito del Duomo di Milano “sull’organetto meccanico per le strade di Milano, fischiettata dal panettiere e cantata dall’arrotino è un’immagine che sembra leggenda ma è stata effettivamente realtà. Trascrivere fin da subito i suoi capolavori per i più svariati strumenti, significò divulgare la sua musica e permettere di suonarla più agevolmente e farla ascoltare a tutti, anche ai tanti che non potevano andare a teatro: significò costruire gran parte del suo successo e in un certo senso, anticipare quello che avrebbero fatto alcuni decenni dopo i dischi. E così anche “ricomporre” una partitura sublime e sofferta come la Messa da Requiem affidandola a due pianoforti e voci – come ha fatto Angela Montemurro nel 2011 – significa compiere a ritroso quel percorso che permise a Verdi di diventare compositore universale.La musica di quest’opera è ricca di una forza comunicativa più che mai attuale e perfettamente aderente allo spirito del nostro tempo. Sarebbe stato davvero un evento straordinario se Verdi e Martini avessero potuto dialogare sulla Fede, alla ricerca di quelle risposte che illuminano la vita di ogni uomo”

Simbolica l’ultima annotazione. “All’interno della Cattedrale, l’essenzialità delle note dei pianoforti e del canto farà eco alla semplicità dei gesti di Martini, segni indelebili di un cammino fatto di ascolto e di aiuto per tutte le persone, alla ricerca di quell’intimità e di quel pudore che si nasconde dentro al Requiem. L’opera sarà eseguita nella penombra fino al Dies Irae, quando si accenderanno tutte le luci della Cattedrale e il grande portone centrale del Duomo si spalancherà verso la piazza, come segno di apertura della parola di Martini verso il mondo”.

Un’apertura che la Veneranda Fabbrica ha potuto realizzazione in collaborazione con Fucina Italia: l’ingresso per assistere al Requiem, del quale il maestro di Casalmaggiore Milo Martani sarà esecutore è libero, fino a esaurimento posti, a partire dalle ore 20. Assieme al casalese, si esibiranno il soprano Maria Teresa Leva, il mezzo soprano Alice Marini, il tenore Dario Di Vietri e il basso Emanuele Cordaro. Al piano, oltre a Martani, anche Federico Nicoletta.

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