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Storie di ordinaria
disperazione: vive
e dorme nella stazione

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Nella foto il giovane ghanese nel suo “letto” improvvisato

CASALMAGGIORE – Da una settimana passa intere giornate a guardare i treni che passano. Poi la sera, quando il traffico cessa e le luci si spengono, si stende sulla panchina della stazione di Casalmaggiore dove si addormenta. Questa la vita di un ragazzo di trent’anni originario del Ghana senza lavoro e senza casa.

In un italiano zoppicante racconta di essere stato cacciato da una sorella senza un motivo e da allora non sa dove andare. Di lavoro neanche l’ombra nonostante sia in regola con tutti i documenti. Di domande ne ha fatte tantissime ma senza alcun risultato. Eppure è disposto a fare qualsiasi cosa, come ad esempio pulire la casa, effettuare consegne o accompagnare anziani. Molto religioso tiene tra le mani una piccola Bibbia che legge in continuazione. Ogni tanto alza gli occhi al cielo pregando e sperando che da lassù prima o poi gli arrivi l’aiuto tanto atteso.

Intanto mangia dei panini che qualche viaggiatore gli passa, mentre per l’acqua si rifornisce alla fontanella sul piazzale. Dopo l’ultimo treno, ogni sera, stende una coperta stropicciata sulla dura panchina di legno nella sala d’aspetto da dove sinora nessuno l’ha cacciato. In certi momenti di sconforto dice di aver pensato di gettarsi sotto uno dei tanti treni che passano in stazione. Ma finora si è sempre trattenuto “perché” dice “Dio non sarebbe d’accordo e sinora mi ha sempre fermato in tempo”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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