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Critiche al Pronto
soccorso: il reparto
risponde a Mantovani

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Nella foto l’ospedale Oglio Po di Vicomoscano

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – Ha sollevato curiosità e stupore la critica dell’Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani a proposito del Pronto soccorso dell’Ospedale Oglio Po di Vicomoscano, di fatto l’unico reparto per il quale il senatore non ha risparmiato qualche critica. Mantovani infatti, martedì scorso, approfittando di una conviviale coi suoi sostenitori e con i fratelli Ferroni a Torricella del Pizzo, aveva deciso prima di cena di “fare una passeggiata”, come l’ha descritta lui stesso, all’interno della struttura.

Una specie di blitz realizzato attorno alle 19 facendo passare tutti i reparti, ricevendone una buona impressione sia direttamente sia attraverso le testimonianze di pazienti. Una di queste addirittura, riconoscendolo, si sarebbe tolta la mascherina dalla bocca per dirgli che in quell’Ospedale veniva trattata bene, forse ancora meglio che a casa propria. “Al pronto soccorso qualche cosa invece è da rivedere” aveva confidato Mantovani ai cronisti, probabilmente riferendosi ad una donna che si era lamentata di essere in attesa dalle 15,30 senza esser stata ancora visitata. Tale affermazione sembrerebbe contrastare con l’efficienza che al contrario viene generalmente riconosciuta al reparto in grado di erogare 30mila prestazioni l’anno. Visite effettuate in tempi che  sono addirittura tra i più bassi di tutta la Lombardia. E qualcuno, all’interno del reparto, non l’ha presa bene, chiedendo però che venga mantenuto l’anonimato.

Sul discorso dell’affollamento del Pronto soccorso sarebbe necessario aprire un nuovo capitolo che è il medesimo che da tempo contrappone i medici ospedalieri ai loro colleghi cosiddetti “condotti”. Un capitolo nuovo per modo di dire, in quanto se ne parla da tempo senza mai giungere ad un accordo soddisfacente. In sostanza i medici di famiglia dovrebbero assolvere ad un compito fondamentale che è quello di fare da tramite tra i malati e l’Ospedale. Un vero e proprio filtro onde evitare che tutti si precipitino al Pronto soccorso intasandolo e creando le  conseguenti attese. Ma in Lombardia per avere una visita dal proprio medico, occorre prenotarsi con giorni d’anticipo, cosa che non succede per esempio nella vicina Emilia. Da qui l’intasamento del Pronto soccorso presso la sala d’attesa anche per problemi spessi lievi che alla fine vengono catalogati con il codice verde e quindi potrebbero essere risolvibili con una visita dal proprio medico condotto.

Chissà se tale questione verrà inserita nel famoso “libro bianco” in preparazione dalla Regione per regolamentare ed economizzare le spese della sanità lombarda. Così come i costi del 118 al cui interno ogni medico in servizio costa 100 euro all’ora, al lordo delle tasse. Al di là di quelli regolarmente  assunti, ve ne sono altri che fanno la fila per ricoprire il turno, creando ulteriori voci di spesa che andrebbero riviste se davvero si vuole affrontare seriamente la questione della spending reweiv. Ma questo ragionamento inevitabilmente finirà per scatenarne mille altri.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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