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International, giù
il sipario. Porzani:
“Normale essere tristi”

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Nella foto un momento del concerto finale con un folto pubblico presente

CASALMAGGIORE – Un tempo li chiamavano “I ragazzi di Oberlin” invece dell’interminabile e un po’ troppo generico “Casalmaggiore International Music Festival”. Comunque sia il centinaio e più di giovani studenti, per la maggior parte dai tratti asiatici, domenica sera hanno concluso il master di perfezionamento musicale che li ha tenuti a Casalmaggiore quasi per l’intero mese di luglio.

“E’ inevitabile che questa sera scenda un po’ di nostalgia e tristezza in tutti noi per questo addio” ha commentato nel cortile del Museo Diotti gremito di spettatori Angelo Porzani, presidente del gruppo che si occupa dell’organizzazione e che non ha mancato di ringraziare l’altro personaggio, Massimo Araldi, ancora dotato di carisma e convincente personalità nonostante da quindici anni non sia più sindaco della città. A tal proposito, all’attuale primo cittadino Filippo Bongiovanni salito sul palco per il saluto di commiato, Porzani si è così rivolto: “Ringrazio prima di tutto per il sostegno che il nuovo sindaco ha garantito alla manifestazione per i prossimi cinque anni, augurandogli di godere della stessa stima e considerazione che nel tempo continua a ricevere Araldi”.

Anche Vittorio Rizzi, esperto musicologo, è stato citato assieme ai pilastri del Festival Taras Gabora e l’attuale direttore artistico Ann Shih. Poi ha avuto inizio il concerto di Gala (con parecchia gente in pantaloncini corti e infradito ai piedi) che ha sciorinato un lunghissimo repertorio composto da circa 25 esecuzioni di brani di Debussy, Rachmaninov, Bartok, Schubert, Haydin, Tchaikovsky, che ha visto alternarsi quasi tutti gli allievi accompagnati dai loro insegnanti in un concertone durato tre ore sino a mezzanotte passata, con l’inserimento anche di brani conosciuti e orecchiabili come quelli di Bellini e i sempre affascinanti Notturni di Chopin.

E lunedì mattina nelle vie di Casalmaggiore, che escono dall’Istituto Santa Chiara, al posto degli strumenti risuonano i rumori delle ruote degli enormi trolley contenenti viole, violini e violoncelli dei ragazzi che partono per far rientro in Canada, Usa, Corea del Sud e Russia. Anche se per qualcuno di loro, appositamente selezionato, il tour italiano non si ferma e farà tappa in Toscana per nuovi concerti.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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