Commenta

Il nuovo Pd di Viadana
nasce sotto il segno
della… polemica

pd-viadana_ev

Nella foto, il comune di Viadana

VIADANA – L’ex consigliere comunale Bruno Bartolucci non usa mezzi termini per definire la situazione del Partito Democratico di Viadana: un “paradosso politico”. Bartolucci prende in esame quanto emerso durante l’assemblea degli iscritti viadanesi della scorsa settimana, indetta per fare il punto della situazione politica locale e stabilire tempi e modalità del congresso. Un’assemblea in cui viene citato un esposto presentato contro cinque consiglieri comunali del Pd, rei di aver sfiduciato l’ex sindaco Giorgio Penazzi e l’amministrazione comunale in contrasto con le indicazioni fornite dal commissario Santantonio. Si parla di possibili provvedimenti disciplinari contro i consiglieri, tutti iscritti al circolo Pd Cogozzo-Cicognara. “Dopo aver commissariato questo circolo – dichiara Bartolucci – con motivazioni politiche e senza nessuna coerente e specificata ragione etica e statutaria, assimilandolo al circolo di Viadana, reo di ben altri atti e azioni politico-amministrative quantomeno discutibili, si arriva addirittura al paradosso. Si cerca di riunificare il partito con un’ottica politica non condivisibile, commissariando dapprima un circolo del tutto estraneo ai giochi di potere di una parte dello stesso partito e addirittura prospettando pure provvedimenti disciplinari contro suoi componenti ex consiglieri comunali”. Bartolucci sottolinea poi “che gli autori dell’esposto, compresi alcuni giovani rampanti”, sarebbero gli artefici di una serie di fatti.

Eccoli tutti elencati dall’ex consigliere: 1) una conviviale riunione denigratoria di altri compagni finalizzata ad affinare strategie volte a emarginare e condizionare i consiglieri comunali dello stesso partito; 2) auto-dimissioni strumentali di una parte minoritaria del direttivo e del segretario locale connivente, finalizzate ad affinare e mettere in atto strategie volte a indirizzare e a condizionare il partito e la politica amministrativa; 3) un’assemblea e un congresso unilateralmente indetti e non avvallati dagli stessi organi di controllo, con lo stesso politico intento; 4) una diffida di compagni del direttivo non dimissionari comunque maggioritari, compresi i cinque consiglieri comunali, firmata anche da alcuni giovani rampanti autodefinitisi ingenui, inesperti e non a piena conoscenza dei fatti; 5) uno scontro quasi fisico nella sede del partito alla presenza dell’ex segretario provinciale del tutto inerte; 6) dimissioni premeditatamente indotte e poi ottenute di un assessore e del presidente di società partecipata, ambedue del Pd ma invisi perché non in linea con il politburo locale e 7) loro sostituzione immediata contro il parere stesso del gruppo consigliare e del direttivo maggioritario ancora vigente; 8 ) cambio unilaterale della serratura della sede comune del Pd; 9) rivelazione pubblica di un documento interno al Pd segretato e rivolto alle commissioni provinciale, regionale e nazionale di garanzia sul problema legalità e infiltrazioni malavitose nella politica; 10) uso strumentale dello stesso, cosa ancor più grave, per meri fini opportunistici volti a indirizzare politicamente la composizione politica della nuova segreteria provinciale (come in seguito puntualmente accaduto con la lista Roveda); 11) ricorso contro la costituzione del circolo Pd Cogozzo-Cicognara”.

“Se alle ragioni politiche – spiega Bartolucci – si aggiungono quelle amministrative (piano Gabriel, lottizzazione di Villa Scassa, transazioni economico-tributarie particolari, smembramento del sistema bibliotecario e della delegazione comunale delle frazioni nord, cittadella della salute, caserma dei vigili del fuoco) insieme a comportamenti di mancato coinvolgimento dei consiglieri di maggioranza da parte del sindaco e degli stessi assessori del Pd, si arriva a ben comprendere le ragioni della sfiducia al Sindaco”. “La valutazione della situazione creatasi nel partito – conclude Bartolucci – va fatta attenendosi strettamente agli atti e ai fatti accaduti, riferendoli al codice etico e allo statuto vigente, non a una filosofia politica di uniformizzazione e di azzeramento imposto delle controversie interne. Se a tutti sta a cuore l’unità del partito, la base comune non può essere che questa, non i paradossi politico-disciplinari già assunti e ancor meno quelli inopinatamente richiesti nell’esposto e spudoratamente annunciati durante l’ assemblea degli iscritti dagli stessi organi politici superiori e di garanzia del partito”.

Le parole dell’ex consigliere comunale viadanese non sono gli unici attacchi al nuovo corso del Pd locale: anche il Movimento Cinque Stelle di Viadana dice la sua sulla situazione del partito. I ‘grillini’ in particolare fanno riferimento ai Giovani Democratici: “affermano che ‘un noto ex sindaco di Viadana’ sarà il punto di partenza da cui ripartiranno e di cui terranno conto in modo importante nel percorso che li porterà alle elezioni 2015. Scusate ma chi ha governato negli ultimi anni?
Scusate ma non vedete come si è ridotta Viadana, il centro, le frazioni dimenticate, la crisi dei commercianti, la sicurezza, la cultura, il degrado sociale? Ma di chi sono le responsabilità se non di chi ha amministrato negli ultimi anni, cioè il Pd?
Pensano davvero che i viadanesi siano così ingenui da dimenticare tutto in un anno?”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti