Commenta

Sbanda e sfascia
auto parcheggiata
in via Baldesio

alfa-romeo_ev

Nella foto l’Alfa Romeo danneggiata

CASALMAGGIORE – Il fischio della frenata, il rumore dell’urto tra carrozzerie, le ruote che sgommano via. E’ una disavventura, causata dall’incoscienza del solito ignoto, quella capitata da M. D. M., ragazzo casalese classe 1982 residente in via Baldesio. Nella notte tra lunedì e martedì, infatti, M. D. M. è stato svegliato di soprassalto attorno all’1 da un vicino di casa che lo avvisava del fattaccio: affacciandosi al balcone dell’appartamento posto al secondo piano di un condominio ha notato che i carabinieri stavano facendo alcuni rilievi vicino alla sua auto e da lì ha capito che qualcosa non andava.

Un autista ignoto, e probabilmente un po’ alticcio (condizionale d’obbligo, dato che nessuno lo ha poi rintracciato e dunque non si hanno prove: ma il giovane viaggiava ben oltre i 30 all’ora previsti dall’installazione della Slow Town), aveva infatti centrato in pieno la parte posteriore della sua auto, una Alfa Romeo grigia, parcheggiata in uno degli stalli a spina di pesce ricavato dalla nuova zona 30. L’auto “pirata” è poi ripartita in tutta fretta lasciando un danno da circa 800 euro alla carrozzeria. Un danno limitato, se si vuole osservare il lato positivo della vicenda, dal fatto che in quel momento non transitasse nessuno per via Baldesio, altrimenti si potevano verificare conseguenze ben più tragiche.

Purtroppo, vista anche la tarda ora, nessuno ha potuto vedere o prendere la targa dell’auto in fuga e così per M. D. M. oltre al danno si aggiunge la beffa, dato che i carabinieri, senza indizi, non hanno molte possibilità di arrivare al “pirata” e molto probabilmente toccherà al classe 1982 ripagarsi il danno, o di tasca propria o mediante assicurazione. I militari comunque stanno provando a contattare le officine della zona, dato che è presumibile che anche l’auto in fuga abbia riportato qualche danno alla carrozzeria.

Un episodio del genere era già capitato anni fa in via Baldesio, quando ancora la zone 30 non era stata sperimentata: all’epoca un’automobile condotta da un autista sbronzo (in quel caso sì, il responsabile venne trovato e l’etilometro fece il suo dovere) era carambolata contro ad altri mezzi parcheggiati, danneggiandone più di uno. Anche in quell’occasione l’auto era poi fuggita e l’autista aveva finto che la sua auto fosse stata rubata da ignoti per evitare guai, salvo poi essere scoperto dai carabinieri.

redazione@oglioponews.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti