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Lizzagone della discordia,
Bottoli: “Ingeneroso
il confronto tra gestioni”

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Nella foto una fase dell’edizione 2014

RIVAROLO MANTOVANO – In principio fu il gruppo Facebook “Aboliamo il Lizzagone” sorto (e di fatto morto) nel 2009 e durato lo spazio di qualche polemica. Oggi, all’indomani dell’edizione numero 11 che ha animato Rivarolo Mantovano nei giorni 1, 2 e 3 agosto, la polemica sull’evento clou dell’estate rivarolese torna calda. Stavolta non si tratta di un gruppo virtuale, ma di uno scambio di vedute – quando non di accuse – che coinvolge in particolare due diverse gestioni, e due differenti direttivi, della Pro Loco locale. Daniele Bottoli, ex consigliere Pro Loco oltre che ex assessore per dieci anni, non ha preso bene alcune considerazioni del nuovo presidente Fabio Antonietti, pur precisando di essere tra i primi sostenitori della manifestazione, che in effetti ha contribuito a portare avanti quando era nel direttivo. “Per dimostrare che non cerco una polemica sterile a prescindere” spiega Bottoli “voglio anzitutto complimentarmi per un paio di scelte azzeccate, come la via dei Mercati in via Gonzaga, davvero suggestiva, (non in via Battisti, dove l’illuminazione a neon stonava completamente con il contesto rinascimentale) e l’idea di piazzare la Taverna all’interno del comune, dove tra l’altro si è mangiato molto bene. Quello che però non posso ignorare è il paragone che il nuovo direttivo Pro Loco ha voluto fare col passato, peraltro fornendo, secondo il mio parare e quello di altri presenti alla festa, dati distorti”.

La polemica non è politica, precisiamolo, anche se è vero che tre consiglieri Pro Loco su nove sono decisi dal comune e il cambio di amministrazione (Bottoli era in corsa col candidato sindaco Raffaele Milani, sconfitto da Massimiliano Galli) potrebbe far propendere per questa teoria. In realtà il conflitto in seno alla Pro Loco affonda le sue radici nei primi mesi del 2012, quando Antonietti allora presidente, si dimise a metà mandato per divergenze con parte del resto del direttivo. Al suo posto subentrò Sauro Fercodini, poi nel 2013, a ottobre, con le elezioni ci fu il cambio pressoché totale della guardia (“e l’addio delle colonne storiche che da anni hanno organizzato il Lizzagone” precisa Bottoli), e Antonietti è tornato in sella. Di fatto quello del 2014 è stato il primo Lizzagone messo in piedi dal nuovo gruppo consiliare della Pro Loco, dopo tante edizioni organizzate dal vecchio direttivo.
Qualche idea nuova, come detto, è piaciuta, ma non sono mancate le critiche: c’è chi sostiene che il numero di 4mila presenze fornito dalla Pro Loco sia stato gonfiato (“se è così, tanti erano fantasmi” sostiene qualche testimone oculare sui social network), mentre la serata convivio è stato per molti un flop, tanto che c’è chi scrive, sempre su Facebook, che “da 60-70 presenze si è passati a una decina appena di partecipanti”.

Tornando però a Bottoli, il suo pensiero non entra in queste polemiche perché, come ripete, “se il Lizzagone non funziona sono il primo a rammaricarmi, dato che ci tengo che possa funzionare: è un momento importante per la nostra comunità e il nostro territorio”. Quello che Bottoli non accetta è che “si tiri in ballo un confronto con la Pro Loco del passato, fornendo dati non veritieri: la qualità del Lizzagone, purtroppo, è inferiore rispetto al passato. Non ne faccio una colpa a qualcuno, dico solo che, per lo meno, si dovrebbe avere il buon gusto di non parlare necessariamente di edizione da record, perché di record positivi non se ne sono visti. Poi non riesco a capire cosa significhi, quando Antonietti sostiene che finalmente il Lizzagone è diventata la festa di tutti, perché forse prima non lo era? Dopo di che, ripeto, tengo al Lizzagone e soprattutto ringrazio, anche se quest’anno non ero tra gli organizzatori, tutti i volontari che come sempre hanno dato una mano. Un centinaio erano quelli di quest’anno, ma un centinaio si sono mossi anche con noi gli anni scorsi”.

Giovanni Gardani

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