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Tasse e mancati tagli:
il Movimento Cinque Stelle
di Casalmaggiore non ci sta

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CASALMAGGIORE – In principio fu il capogruppo della minoranza ‘silliana’, Pierluigi Pasotto, a contestare le decisioni della nuova amministrazione comunale di Casalmaggiore in tema di bilancio. Un no deciso che si tradusse nel voto contrario alle disposizioni in materia di tasse e variazioni al consuntivo a fronte di un’impennata dei costi della politica quantificata dagli stessi membri di ‘Insieme Casalmaggiore e le sue frazioni’ in 82mila euro in più nel quinquennio per le indennità della Giunta. Poi fu il turno di Forza Italia e Casalmaggiore per la Libertà, che in Consiglio sono rappresentate da Orlando Ferroni. Il voto favorevole del consigliere di maggioranza con delega a Bandi e Parco Golena non ha trovato seguito nelle parole dei referenti locali dei partiti che ne hanno sostenuto la campagna elettorale. Forza Italia e Casalmaggiore per la Libertà sono infatti per la riduzione delle tasse e per il taglio alle indennità della Giunta. Ora, anche il Movimento Cinque Stelle interviene sulla questione e lo fa in maniera corposa. “Promosso il programma amministrativo in tema di sicurezza, bocciato sul bilancio”: attaccano Adamo Manfredi e Matteo Rastelli, referenti dei ‘pentastellati’ casalesi.

“Non è stato dato nessun segnale ai cittadini, anzi sono state aumentate le tasse per 1.235.000 euro. La cosa più facile ma più sbagliata in tempo di crisi è proprio aumentare le tasse. Bisogna avere invece la forza di tagliare le spese, tagliare su ciò che è superfluo e non necessario”. “Si è preso come alibi – proseguono i ‘grillini’ – il bilancio di previsione, ma si sa che ormai tutti gli anni, causa la crisi, le entrate intese come tasse e trasferimenti dello Stato sono in forte calo, 1.900.000 euro in due anni. Si sorvola o si rimanda poi sulle minori uscite. La nuova amministrazione si è trovata un bilancio impegnato per l’81%. Ma non si dice che al primo di gennaio di ogni anno il bilancio è già impegnato al 40% per spese fisse e del personale. Troppo facile aumentare le tasse e una volta aumentate è difficilissimo tornare indietro. Il rincaro deciso dal Consiglio comunale costerà ai cittadini di Casalmaggiore qualcosa come sei milioni di euro nei prossimi cinque anni. Non è stata presa nessuna decisione politica, si è fatto solo i ragionieri contabili”. C’è infine un punto specifico su cui si sofferma il Movimento Cinque Stelle: “Il piano finanziario sulla raccolta dei rifiuti ha riportato un surplus di 94mila euro rispetto alle previsioni, ma qui anziché abbassare le tariffe si è deciso di confermarle, tipico esempio di due pesi e due misure. Se mancano i soldi, li chiediamo ai cittadini; se ce ne sono di più, non li restituiamo. Tanto poi ci pensa l’amministrazione comunale a spenderli per noi. Se questo è il loro federalismo fiscale… Grazie, ne faremmo anche a meno”.

Simone Arrighi

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