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Torchio scrive a Rfi:
“Che rilancio se togliete
pure i termosifoni?”

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BOZZOLO/CASALMAGGIORE – Buona, anzi ottima, l’idea di cambiare la denominazione alle due stazioni ferroviarie di Casalmaggiore e Bozzolo con la nuova intestazione comprendente anche Sabbioneta, ma se poi Rete Ferrovaria Italiana smantella anche i bisogni minimi dalle stesse stazioni, lo sforzo rischia di essere inutile.

E’ questo il succo del pensiero del sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, che assieme al collega di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha firmato con Aldo Vincenzi, primo cittadino di Sabbioneta, una dichiarazione d’intenti (o meglio, si tratta di due documenti distinti) per unire le forze in vista di Expo. Lo stesso Torchio ha scritto nella giornata di venerdì proprio a Rfi, evidenziando il controsenso nella scelta di smontare dalle varie stazioni ferroviarie i termosifoni. Come annunciato dalla nostra testata, proprio questi impianti riscaldanti sono spariti dalla stazione di Casalmaggiore, ma a quanto pare anche da quella di Bozzolo (e, come ci segnalano alcuni lettori, anche di Piadena).

“Ultimamente abbiamo verificato la rimozione degli impianti di riscaldamento dalla stessa sala, peraltro già colpita da allagamenti in passati a causa dei fortunali estivi, e della relativa caldaia” scrive Torchio nella sua missiva indirizzata a Rfi ma per conoscenza anche a Trenord, Regione Lombardia, Provincia di Mantova Unione Trasporti Pendolari “. La situazione descritta si colloca in direzione diametralmente opposta alle proposte, fortemente caldeggiate dalla scrivente Amministrazione e dai dodici Comuni che fanno capo al bacino territoriale interessato, di realizzare un collegamento diretto sulla linea Milano-Mantova, anche in relazione dell’evento Expo, ed ai necessari collegamenti con la città Unesco di Sabbioneta”.

Una situazione che “aggiunge inquietudine per la rimozione degli impianti di riscaldamento, senza alcuna informazione sulle prospettive future”. Senza dimenticare che dopo alcune segnalazioni, precisa Torchio nella sua lettera, che chiede una risposta alle autorità competenti “avrebbe dovuto seguire un sopralluogo da parte dei responsabili tecnici ed il provvedimento conseguente di ripristino delle coperture della sala d’attesa (il riferimento è agli allagamenti estivi, ndr), mentre da verifiche effettuate non risulterebbe nessun tipo di risposta in tal senso”. Come a dire, a che serve aggiungere idee da un lato, se dall’altro (e dall’alto) si tolgono anche i servizi minimi?

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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